giovedì 18 marzo 2010

...PRONTO?...CHI PARLA??...

Ho deciso che in questo blog non riporterò solo episodi e malefatte che mi riguardano in prima persona.
Dal momento che amo circondarmi di gente che vive le mie stesse paturnie, non posso esimermi dal raccontarvele, giusto per farvi fare quattro risate!
L'episodio che mi accingo a raccontarvi vede protagonista mia sorella Serena, già citata qualche post più giù (si, quella con l'aria serafica mentre il mio treno partiva e lei aveva addosso il mio borsone, proprio quella!).
Come tutti ben sapete, mi auguro, siamo in piena campagna elettorale.
E siccome tutto si evolve, dalla specie umana, ai telefoni cellulari, alle mode, alle automobili, eccetera, eccetera, eccetera, anche le campagne elettorali, negli ultimi anni, hanno visto umini e donne proporsi e vendersi alle masse nei modi più disparati. E così abbiamo assistito ad un'ampia gamma di castronerie colossali, dai manifesti "photoshoppati" per aumentare le chiome, a slogan scopiazzati da politici d'oltreoceano, a canzoncine da coro parrocchiale quali "menomale che S***** c'è". Ogni riferimento a fatti, cose o persone è puramente casuale, dato che siamo in par condicio e non vorrei rischiare la censura. Coi tempi che corrono, non si sa mai! Il bavaglio è sempre in agguato!
In ogni caso, anche le campagne elettorali si evolvono. E pur di raccattare il più misero dei voterelli del più lontano e sperduto cittadino italiano, si farebbe di tutto.
Insomma, ecco cosa voglio raccontarvi.
E' un tardo pomeriggio di marzo.
Serena è da sola a casa, intenta a preparare la sua valigia con la minuzia che la contraddistingue. Manca poco e prende la squadretta per sistemare pantaloni e magliette con la precisione di un orologiaio svizzero.
Squilla il telefono.
-Pronto?
-Buonasera, sono Pierferdinando Casini.
- (...!!!...) aaahhhh...... BBBBBuonasera!
A questo punto dalla cornetta fuoriesce un linguaggio forbito ma colloquiale che indica al malcapitato, in questo caso mia sorella, tante buone ragioni per sostenere l'Udc alle prossime elezioni.
Non oso immaginare la faccia di mia sorella. Me la vedo lì piantata in camera sua, col cordless in una mano e la squadretta nell'altra, l'espressione incredula, gli occhi sbarrati.
Ma la cosa che più mi ha fatto ridere quando me l'ha raccontato, è che lei rispondeva anche!
Non essendosi accorta che si trattava di un nastro registrato, lei colloquiava amabilmente con l'onorevole Casini, senza realizzare in un primo momento che era solo una voce registrata!!!
Che volete farci? I cromosomi sono gli stessi! E i cromosomi NON MENTONO MAI!

mercoledì 17 marzo 2010

MERA COME BECKY BLOOMWOOD!


Ebbene si!
Mi sono assentata troppo a lungo.
Le mie "vacanze romane" si sono protratte più del previsto.
In più, è arrivata la piccola Aurora, prima bambina della famiglia da 18 anni a questa parte!

In ogni caso, sono tornata!
E ne avrei di supidagini da raccontarvi.
Ma mi limiterò a raccontarvene una sola.

Mi dispiace per i miei lettori più accaniti, ma questo episodio possono comprenderlo a pieno solo le lettrici più accanite di Sophie Kinsella.

E' già primavera. Anche se non ufficialmente.
La stazione di Roma Termini è gremita di gente, valigie, promoter della 3 che vogliono affibbiarmi a tutti i costi una chiavetta per la navigazione in internet, Marco Columbro, bimbominkia, truzzi, turbanti, caramelle, volantinaggio spropositato e pubblicità dell'Udc trasmesse a ripetizione sugli schermi su un sottofondo dell'inno di Mameli.
L'aria è tersa e la temperatura gradevole.
Tanto gradevole che decido di concedermi un gelato in attesa del mio treno.
Fragola e fiordilatte.
Con il cono in una mano e gli occhiali da sole sulla testa, trascino me e il mio, ormai celeberrimo, baule rosa, all'uscita della stazione, dove mi piazzo nel mezzo di un quarato di sole.
Mentre mi godo il sole caldo sulla faccia e il gelato freddo sulla lingua, accade qualcosa di inaspettato.
Un ragazzo con gli occhiali, scattante e allampanato, copre a passi lunghi il perimetro del quadrato di sole, parlando concitatamente al cellulare.
Non gli presto molta attenzione.
Ma lui continua a camminare e parlare.
Finchè pronuncia una frase:
"sono all'uscita della stazione vicino alla ragazza con la valigia rosa".
La ragazza con la valigia rosa.
Ho appena realizzato il sogno di Becky Bloomwood.
Sono "la ragazza con la valigia rosa" e tutti si ricorderanno di me come della "ragazza con la valigia rosa".
Che soddisfazioni!