lunedì 19 aprile 2010

GLI “LDK” E IL “RINASCIMENTO” DELLA MUSICA POPOLARE: UN PRESENTE CHE SA INESORABILMENTE DI PASSATO.

Gironzolando qua e là sul web, mi è capitato di leggere che “…Chi ama la musica sa cosa essa rappresenta nella vita di un essere umano: uno straordinario, immenso patrimonio di idee, di sentimenti sulla vita, sul mondo, che le generazioni del passato mettono a nostra disposizione.”.
Si tratta di un’espressione piuttosto chiara riguardo la musica e il suo ruolo in una società come la nostra che, per come la vedo io, troppo spesso, si trova a doversi rinnovare per sopravvivere. Ed in campo musicale, “innovazione” non sempre corrisponde a “buona musica”. Poi, si sa, la musica, come ogni altra espressione artistica, tende ad avere un approccio soggettivo nei confronti dell’individuo, che in base alle sue percezioni e preferenze si costruisce via via un “gusto musicale” personale.
Pertanto, assistiamo ed abbiamo assistito, specialmente nell’ultimo decennio, ad un conflitto tra presente e passato. Un passato glorioso, con nomi altisonanti, e testi, e melodie che hanno fatto la storia della musica. Un presente che tenta, tende, talvolta arranca, barcamenandosi per raggiungere un’identità propria in campo musicale, che io, personalmente, non riesco a vedere. Vedo solo, detto in poche parole, musicisti, spesso improvvisati, che dicono di “ispirarsi” a colossi del passato, ma in realtà, scopiazzano. E anche male.
Ma il passato della musica…. È solo questo? È solo un grande serbatoio dal quale attingere e pescare qualche ideuzza da propinare come “innovazione” su un già troppo affollato mercato discografico? O è qualcosa di più?
A voler cercare bene, qualcosa di buono da riportare alla luce dal passato potrebbe esserci…
A proposito di passato, credo sia cosa piuttosto comune essersi accorti delle luci della ribalta puntate, negli ultimi tempi, sulla musica popolare. Un “rinascimento” che comincia già per diversi aspetti negli anni Settanta, ma vede il suo culmine proprio ora, in questi famigerati Anni Zero.
Su questa scia nascono decine di cantautori e gruppi musicali, noti e meno noti, ma tutti spinti dalla stessa voglia di fare buona musica, riscoprendo l’amore per quelle tradizioni rimaste nel dimenticatoio.
Tra questi, mi è capitato di venire a conoscere i Ladri De Kaine (LDK), che in dialetto cavese (da “Cave”: cittadina della provincia di Roma, situata tra i monti Prenestini e i colli Albani) letteralmente significa “Ladri di Galline”. Il nome nasce da una battuta scherzosa. Il gruppo, invece, nasce l’anno scorso dalla passione di questi ragazzi per la musica popolare e la voglia di far divertire la gente che li ascolta. A fondare il gruppo, Emanuele Picozzi, all’organetto diatonico , e Daniele Mazzenga, alla tammorra. Poco dopo arrivano Luca Foschi, al sax soprano, Davide Grillini, alla tammorra, e Francesco Scalise, chitarra e voce. Ultimi arrivi del gruppo, l’incantevole voce di Lucia Conte e Gianluca Mazzenga alla tammorra. Il gruppo è quindi al completo.
La fusione di più strumenti, suonati abilmente e con passione, l’intraprendenza, il saper apprezzare a fondo questo genere di musica e l’ironia che li contraddistingue, portano gli LDK a snodare il loro repertorio attraverso vari generi: tarantella, pizzica, taranta, saltarello, tammurriata e chi più ne ha più ne metta. Il repertorio è variegato. Il tutto rivisto e rivisitato, oppure riprodotto fedelmente, ma in ogni caso riportato alla luce.
Il gruppo ha già all’attivo molteplici esibizioni in diverse occasioni.
Passare una serata in compagnia degli LDK significa trascorrere qualche ora in allegria, spensieratezza, ma soprattutto, ascoltare buona musica. I pezzi sono coinvolgenti e tengono viva l’attenzione di un pubblico variegato ed eterogeneo. Attraverso gli LDK riprendono vita melodie incalzanti, che trascinano la voce e le gambe su ritmi sincopati ai quali è impossibile non cedere!
Anche loro, dunque, cavalcano l’onda di questo “rinascimento”, che altro non è che la riscoperta di una musica densa di storie e tradizioni, espressione di gioie e dolori di quei popoli del meridione, sempre accompagnati da un fardello troppo pesante, il fardello del riscatto.
Un ritorno al passato, insomma, che ci riporta con la mente ad antiche feste di paese e ritornelli cantati dai nostri nonni, tenendoci però saldamente ancorati ad un presente che riesce ancora a trovare spazio per le tradizioni
Ed è proprio questo ciò che lega i componenti degli LDK: la voglia di fare buona musica riscoprendo il passato, non prendendosi troppo sul serio, ma facendo divertire chiunque incroci le loro note.
La musica, dunque, come testimone di un trascorso genuino, di un passato fervido e puro. La musica come mezzo di intrattenimento, ma anche canale culturale a pieno titolo. La musica come stralcio di storia intersecata tra le corde di una chitarra o che gira insieme allo scialle di una “tarantolata”.
PS=Ecco il link della pagina facebook degli LDK: