Lo scorso finesettimana è stato l'emblema di quello che io farei tutta la vita: LA TURISTA!
Ma andiamo con calma.
Per la prima volta in 23 anni, sono riuscita a sconfiggere la "maledizionedelprimomaggio".
Ebbene si. Ogni anno , per anni, ho provato ad andare a quel concerto in Piazza San Giovanni. Ma all'ultimo minuto capitava sempre quell'imprevisto malefico che mi impediva di andarci.
Ma quest'anno per fortuna, ce l'ho fatta!
Con le mie tenaci compagne d'avventura, Lucia e Simona, riusciamo perfino ad arrivare in prima fila al concerto, così che posso godermi al meglio l'esibizione di Paolo Nutini, motivo principale del mio "VOGLIO A TUTTI I COSTI ANDARE AL CONCERTO DLE PRIMO MAGGIO", sparato nelle orecchie di chiunque nei precedenti 7-8 giorni. Inutile dire che è stato bravissimo. La serata continua con Carmen Consoli, Vinicio Capossela, i Baustelle e bla bla bla bla. Il giorno dopo sono a pezzi, ma decido comunque di fare la turista in vacanza a Roma. Scelgo di vedere la mostra di Caravaggio alle scuderie del Quirinale, ma tre ore di fila mi sembrano eccessive, così opto per Edward Hopper. Bellissimo, ne valeva la pena. Saluti, baci e abbracci, il mio fine settimana romano finisce, con tanto di pioggia.
E sticazzi, direbbe qualcuno! E avrebbe pure ragione! Che ve ne frega???
Niente.
Il tutto per raccontarvi questo piccolissimo episodio.
Mezz'ora prima del concerto prendo la metro da Termini per andare in Piazza San Giovanni.
Ora, la stazione è praticamente piena. I vagoni della metro altrettanto.
Io, con le mie fedeli compagne d'avventura, salgo su un vagone a caso, quello che spalanca le porte davanti a me. Sedili tutti occupati, ovviamente. Mi attacco al palo, come si suol dire! In senso letterario e figurato. E siccome io devo essere sempre la buffona di turno, mi lancio in una ridicolissima e grottesca , ma pur sempre solo accennata, lap dance, sulle note di Sweet Dreams, da me intonata.
A quel punto, l'impensabile.
Una voce alle mie spalle mi gela il sangue nelle vene.
"Ciao Mariagiovanna".
Per un attimo non oso girarmi, tanto sono congelata. Le mie mani sembrano incollate a quel palo.
Trovo il coraggio, e mi giro.
Quattro ragazzetti del mio paese. Anche loro a Roma per il concerto.
"Ohhhh, ma ciaooooo!!! Ma che ci fate voi qui????" La mia forzata disinvoltura è veramente vergognosa. Tutti e cinque stendiamo un velo pietoso su quello che era appena accaduto ed iniziamo a conversare su cose del tipo "ah, ma quindi siete anche voi qui per il concerto!Pensa, che bello!!!!". E intanto nella mia testa penso "ma porca troia, per strada manco ci salutiamo tra un pò e ora dobbiamo fare conversazione dopo la mia ennesima figura di merda!".
In ogni caso, la morale della favola è:
Non importa dove ti trovi. Non importa quello che stai facendo. Sappi che ci sarà sempre uno scillese ad osservarti in agguato, pronto a sputtanarti in qualsiasi istante.
Scilla caput mundi!
