martedì 20 luglio 2010

"NUOVI" STIMOLI

E' ufficiale! Ho il blocco del blogger!
La mia vena creativa è in fermento. Con occhi attenti, da buona cronista, scruto ciò che mi circonda alla ricerca di qualche spunto interessante.
Ma niente.
Cioè.
La vena creativa c'è, e la voglia di tenere aggiornato questo spazio è altissima.
Mancano gli spunti!
Allora che si fa?
Si apre Google alla ricerca di spunti interessanti.
Interessanti?
Ecco cosa mi hanno proposto!
-Racconta del tuo animale domestico.
Bene....e se vi dicessi che ho un pessimo rapporto con gli animali? Non farei mai loro del male, ma loro non piacciono a me e io non piaccio a loro, è una cosa reciproca! Il miei due ultimi, nonchè unici, animali domestici sono stati due pesci rossi, rispettivamente Renato e Ser Renato II. Il primo visse per anni, nutrito con le macine del mulino bianco. Poi un giorno lo tovai cotto e squamato. Qualcuno, cambiando l'acqua della boccia, mise quella calda. Il che segnò profondamente la mia adolescenza. Il secondo, mezza dozzina di mesi, ma pienamente vissuti. Era tutto un guizzo. Un giorno gli spuntarono delle macchioline sulla testa. Dopo un pò morì.
Non attacca, non è un argomento interessante.
Il secondo spunto che mi viene offerto è anche peggio, se possibile.
-Cerca qualche curioso servizio sui notiziari e commentalo.
Bene.... Mettermi davanti ad un telegiornale ultimamente è come andare al patibolo. Non fanno altro che parlare di emergenza caldo. E se fa caldo, fa troppo caldo, e se piove, è un'estate piovosa, e se ci sono due nuvole in cielo, è allarme nubifragio! UNA CATASTROFE PRATICAMENTE! Anziani e bambini vanno segregati in casa, collegati a un canale di irrigazione per campi di tulipani perchè devono bere tanta acqua, e rimpinzati di foglie di lattuga come le tartarughe!
In ogni caso, verso le otto accendo la tv. Tg1. Vedo per la prima volta la sostituta della Busi. Una sua brutta copia, praticamente, bionda tipo Barbie e parecchio inetta tra l'altro. Mi parte l'impeto di scagliare il telecomando e piantarglielo in fronte. Ma mi placo perchè annuncia un servizio che sa di fantascienza: la ripresa del settore industriale nelle prime due settimane di luglio. Parte una sviolinata sulla ripresa economica, bla bla bla. E poi, accade! In tutto il suo piattume appare Tremonti. Gli viene chiesto di commentare il fatto. Allora mi aspetto che, dopo una sviolinata del genere, lui confermi la notizia con entusiasmo. Invece che fa? Guarda oltre il microfono che gli viene puntato alla bocca e provo pietà per il malcapitato dietro quel microfono. Tremonti lo guarda quasi con schifo. Poi, senza minimamente accennare ad una qualsivoglia espressione facciale, se non quella del disgusto misto a qualcosa tipo "matuchecazzovuoidame?nonvedichenonsonoinvena?", schiude le labbra e farfuglia qualcosa (perchè Tremonti non parla, farfuglia!). Il riassunto di quel farfugliare è "uhm....si, diciamo di si, nelle prime due settimane di luglio si è registrata questa ripresa". E' la sua bocca a dirlo, ma la sua faccia urla "ehhh, tutto sto casino per niente!!!una ripresina minima!". E fa anche spallucce! Come se sua moglie gli avesse chiesto "metto il foulard di Gucci sul tailleur bianco, o quello di Moschino sul tailleur verde petrolio?" e lui gli avesse risposto "boh, fai un pò il cazzo che ti pare!". Che ameba! Ma non finisce quì! Non solo propina al povero malcapitato giornalista quella risposta, che tutto è fuorchè una risposta. Alla fine, per una frazione di secondo, il suo volto viene scosso da una linfa vitale, come se si fosse svegliato dopo 20 anni di letargo ed esclama (si, esclama, come nei fumetti con mille punti esclamativi e il Caps Lock attivato): "CALMA E GESSO!". Della serie, cari italiani, non cantate vittoria troppo presto, che siete ancora nella merda fino al collo!
Deglutisco con gli occhi spalancati.
Sto per spegnere la tv, frenando ancora l'impeto di scagliare violentemente il telecomando, e appare Lui, Silvio, in tutto il suo splendore. E che fa? Ripete la sua tiritera. E secondo lui, si, siamo in FORTE ripresa ma se i mezzi di comunicazione, tutti plagiati dalla sinistra, continuano ad infondere pessimismo nei cittadini, non andiamo lontano! Quindi, secondo lui, i cittadini non spendono non perchè non hanno i soldi, ma perchè i mezzi di comunicazione di cui ha il monopolio sono servi della sinistra e infondono pessimismo nell'acquirente. Quindi sta benedetta crisi non solo non esiste, ma se esiste è colpa dei COMUNISTI!
Complimenti Minzolini!
Ecco, ora lo posso scagliare il telecomando?????

martedì 6 luglio 2010

LANTERNE.

E' estate.
La puoi vedere andarsene a spasso per le vie della città, tra un ventaglio, un foglietto di carta sventolante, una mano che ripara gli occhi dal sole... insomma, c'è.
Ed è insopportabile.
Le mie giornate vengono scandite dal caldo e dalle imprecazioni contro di esso.
Aspetto la sera.
La sera non è che faccia meno caldo o che sia meno estate.
Ma la sera d'estate, per me, è inconfondibile.
E non perchè, come generalmente si pensa, la sera d'estate corrisponda necessariamente ad uscite e divertimenti.
Non so...la sera d'estate ha un che di poetico.... non saprei come dirlo altrimenti.
E anche stasera, come tutte le sere, è arrivata la sera.
Il caldo è talmente insopportabile che mi sposto sul balcone, nella speranza di poter essere colta da qualche leggera brezzolina. Ma niente. Fa un caldo assurdo.
Porto fuori anche il mio portatile, dal quale sto scrivendo.
E mi guardo intorno.
Il quarto piano di un condominio, circondato da altri condomini.
In sottofondo, poco invadente mi giunge il rumore della città. Non un insieme di rumori qualsiasi. Il rumore della città. Come se la città vivesse dentro un megafono. Ma io sono talmente lontana e assorta, che questo brusio resta solo un sottofondo. Perchè c'è una cosa che ancora più del brusio riesco a percepire, ed è il silenzio.
Non lo sento.
Lo percepisco.
Lo percepisco dentro le case, dietro le finestre spalancate. Dentro alle menti. Dentro i lampioni fermi e accesi nelle strade.
Ed è confortante.
E' rassicurante.
Nel buio della sera riesco a scorgere i profili dei tetti, qualche antenna.
E rare finestre accese, come lanterne. Pungono il buio con delicatezza.
Una finestra mi colpisce più di altre.
La luce che ne proviene è soffusa e rossastra.
Non posso fare a meno di aggrottare le sopraciglia e provare a stringere gli occhi per vederci meglio.
Quello di una finestra, è un orizzonte limitato.
E come ogni buon orizzonte da finestra che si rispetti, anche questo mi mostra solo un pezzo di vita.
Vedo la fonte della luce, distinguo che è una candela.
Vedo un letto.
O meglio, metà di un letto, che attraversa orizzontalmente la finestra aperta.
E delle gambe stese.
Troppo lontano per dire se siano le gambe di un uomo o di una donna.
Sono ferme, stese.
Poi, dopo qualche minuto, lentamente si muovono e si accavallano.
Ancora qualche minuto e si stendono di nuovo. Sempre lentamente.
Poi lentamente si girano di fianco.
E lentamente tornano a stendersi, un ciclo di movimenti calmi e misurati.
Sono due gambe. Lunghe e nude. Nella luce soffusa e rossastra di una candela. Dentro una lanterna accesa nel buio di un condominio.
E io le osservo.
Dentro le altre lanterne non c'è niente di vivo.
In quella lanterna ci sono due gambe.
Una persona.
Un pezzo di vita che attraverso quella finestra aperta si disperde dentro il rumore della città.
Il silenzio della vita nel brusio di mille altre vite.
Chissà chi è.
Chissà se leggerà mai questo post.