martedì 29 novembre 2011

ESTEMPORANEE ( . . . e due ! )

Ore 04:45 am. 
E per fortuna che ho scelto una canzoncina soft come sveglia. Tanto soft che mi fa da ninna nanna e vorrei continuare a dormire. Invece mi tocca alzarmi e cominciare ad imprecare maledicendomi per la malsana idea di accompagnare mia madre nelle sue barbare follie. 
La mattinata non promette bene, ma imprevedibilmente stoica e contro ogni pronostico mi alzo e mi metto in movimento.
Avete presente quelle giornate in cui ogni singolo individuo vuole qualcosa da voi e voi dovete per forza accontentare tutti? Ecco, oggi è stata una di quelle giornate.
Alle 07:30 decido di fare colazione, contro ogni abitudine: non sono una fan della colazione.
Mi trastullo un pò.
Alle 08:00 è ora di mettermi a lavoro.
Ma suona il campanello.
Disturbatori mattutini, fattorini, postini, un via vai di gente che manco il Grand Hotel.
Sono le 09:00.
Mi armo di coraggio, inforco gli occhiali e accendo il pc.
Fisso lo schermo ancora nero e il led dell'accensione che comincia a lampeggiare.
Dal momento che adoro interloquire con oggetti inanimati, comincio a dargli degli ordini: "Ehhhh, ciccio, allora, muoviti che non ho tempo da perdere stamattina, vedi di collaborare o potrei non rispondere più delle mie azioni e spaccarti a martellate!".
"Ehhhh, ciccia" mi risponde il pc "con calma e per piacere!".

Ed erano solo le 09:00.
Immaginate il resto della giornata.




venerdì 18 novembre 2011

QUESTA CASA NON È UN ALBERGO !!!!

Casa mia:
  • Non fare tardi che domani devi studiare !
  • Stasera mangio fuori !
  • Ehhhh, che ti serve???? (urlato da un piano all'altro)
  • Portati le chiavi se esci, che mi sono rotta/o di alzarmi per aprirti !
  • Ma non mangi?
  • Mi serve la macchina !
  • E bevi piano che è fredda !
  • Mi servono venti euro.
  • Lasciami in pace ho detto !
  • Copriti che fa freddo !
  • Secondo me sono stata adottata perchè non centro niente con questa famiglia !!!!
  • Levati da lì che c'è corrente !
  • Spegnete le luci, che in questa casa ci sono TUTTE le luci accese !
  • Ballarò il martedì, Santoro il giovedì.
  • Tu e tua sorella scendete solo per pranzo e cena, e poi chi vi vede più tutto il resto della giornata !
  • E rispondete al telefonoooo !!! (urlato da sotto la doccia)
  • Esco !
  • Che palle !
  • Non sono il/la tuo/a schiavo/a !!! (nella versione degli ultimi anni: non sono il/la tuo/tua segretario/a!)
  • Se fai la spesa, mangi !
  • Poi !
  • Che schifo !
  • Alza il volume.
  • No, nonna, non lo comprare il pane che c'ha già pensato papà. ( potremmo sfamare il Congo, tutti comprano pane in questa casa ! )
  • Abbassa il volume.
  • Devo fare sempre tutto io !
  • Un piano a testa e ci ammazziamo lo stesso, come cazzo è possibile?
  • A che ora torni?
  • Oh, non dirlo a mamma, ok?
  • Che si mangia?
  • Chi si è preso il mio (qualsiasioggetto)?????
  • Chi è? Testimoni di Geova? No, grazie, siamo musulmani praticanti ! (ma quando mai !)
  • DAMMI l'acqua.
  • Basta, me ne vado e non torno più !
  • Perchè nessuno lascia le mie cose dove le metto?
  • Fatti fatti tuoi !
  • QUESTI sono i fatti miei !
  • Ma i miei jeans li ha lavati qualcuno ??? 
  • E io pago !
  • Quando non c'è niente per cena, e quando ce n'è per un esercito.
  • Spassu i fora e triulu i casa! (spasso fuori casa, e tribolazioni dentro casa)
  • E un attimooooo !!!!
  • -Pronto? -Pronto? -Pronto? -Pronto? Quando si risponde in quattro al telefono.
  • Prima o poi faccio una strage e finiamo sui giornali, siete avvisati!
  • La famiglia Brambilla ci fa un baffo.
  • Aundi sunnu i figghioli, chi fannu? (dove sono le bambine, cosa stanno facendo?)
  • Io apparecchio, tu sparecchi, ok?
  • Nonna, cazzo, mettiti l'apparecchio che non posso stare a gridare pure con te !
  • Qui non c'è il pozzo di San Patrizio !
  • Quando lo capisci ?
  • Dammi retta per una volta !
  • E il resto dov'è?
  • Questa stanza quando pensi di pulirla ?
  • Dove sono le Maalox ?
Perchè, in fondo, "casa" non è necessariamente sinonimo di mura, pareti, finestre, camino acceso. 
Da me, "casa" significa il più delle volte urlarsi addosso, fare domande a qualcuno che non risponde, e cercare cose risucchiate dagli armadi. L'obiettivo principale di ogni giornata è cercare di darci a vicenda il meno fastidio possibile, con scarsi risultati.Tutti sanno i fatti di tutti e guai a non saperli. La privacy è un lontano miraggio. Ridiamo di tutto ma in un nanosecondo l'ira di uno di noi può aprire una voragine. E certe volte i panni restano stesi due giorni perchè nessuno si ricorda di metterli dentro. E ci piace andare in giro tutti e quattro insieme, anche solo per comprare la fodera dell'asse da stiro. E ovviamente quando andiamo in giro ci facciamo riconoscere. E quando si tratta di pranzare o di cenare, spesso mangiamo cose diverse. E dormire al mattino è una cosa impossibile. E le famiglie del Mulino Bianco non le invidiamo, ma ci domandiamo come facciano a fare colazione allegre e felici alle sette del mattino, mentre alle sette del mattino in casa nostra già c'è il parapiglia. E andiamo per fisse. E non siamo mai d'accordo su niente. 

Casa, dolce casa !


venerdì 14 ottobre 2011

PETER PAN È UN TRUFFATORE !

Avete presente quel buontempone di Peter Pan ?
No, perchè c'ho proprio un pensiero di quelli cattivi, acidi e disfattisti.
E se siete tra quelli che hanno intenzione di commentare con frasi del tipo ''e dai, è una favola, è surreale, è finzione, non puoi accanirti contro una favola, è una storia per bambini, e bla bla bla bla'', il post per voi finisce qui, siete pregati di accomodarvi all'uscita, grazie per la visita, tornate quando volete. Se invece siete tra quelli che decidono di continuare, sappiate che non accetterò commenti del genere sopra citato e che il proseguimento della lettura da parte vostra avviene nel pieno possesso delle vostre facoltà fisiche e mentali e mi esonera da qualsiasi responsabilità. Praticamente, qualora dovessi infrangere l'innocenza e l'ingenuità della vostra fanciullezza, cazzi vostri.
Allora, immaginate per un momento di essere Wendy, o uno tra i suoi due fratellini, Gianni e Michele.
E ve ne state tranquilli tranquilli e cheti cheti nei vostri bei lettini, mentre quegli stronzi aristocratici dei vostri genitori presenziano ad un evento mondano.
Ovviamente immaginate che la scena abbia luogo nel 2011, Ottobre 2011.
Insomma, voi siete lì a sonnecchiare quando, non si sa bene come, non si sa bene perchè, vi ritrovate in camera un matto che svolazza da una parte all'altra della stanza come un fuco, blaterando qualcosa riguardo ad un'ombra che ha deciso di non seguirlo più e che deve tentare di ricucirsi addosso.
Che fareste?
...
Io, tanto per cominciare, non mi alzerei dal letto manco a morire, specialmente se in tenuta anti-stupro (ovvero: pigiamone di pile quello che fa le scintille mentre mi rigiro sotto le coperte).
Secondariamente, un pensiero immediatamente mi squarcerebbe la mente come un fulmine: ma come minchia sei vestito? Dove vai con quei fuseaux che mi sembri Solange ? L'outfit carnevalesco è comunque rincuorante, perchè di certo non è un malintenzionato: quale ladro, omicida, maniaco andrebbe in giro conciato a quel modo?
Tenterei, sicuramente invano di chiamare la polizia, per poi rinunciarci : non sarei credibile. Io stessa non mi crederei se mi raccontassi di avere Peter Pan in camera che si ricuce l'ombra.
A questo punto gli chiederei come potrei essergli utile, e di levare il disturbo il più presto possibile, perchè sai ciccio, non so come funziona sull'Isola che non c'è, ma qui a una certa si sbranda !
Allora lui mi chiederebbe di seguirlo all'Isola che non c'è ed io gli risponderei, dopo aver indagato sull'offerta economica del luogo (praticamente nulla), che non sono automunita e, quindi, impossibilitata a seguirlo. Lui mi direbbe che potrei volare, e io gli chiederei come.
Lui ribatterebbe con la fatidica frase "Basta solo fare pensieri felici!".
E io comincerei a pensare a Mirco Bergamasco, ad una piscina piena di FruitJoy alla fragola e scarpe nuove, a Silvio Berlusconi in galera, ad un mondo senza guerre, senza fame e senza eiaculazione precoce.
Con poco successo.
Capisco che sollevare la mia massa sfidando notevolmente la forza di gravità sarebbe un'impresa, ma se lo dice Peter Pan, dovrei riuscire a volare perchè faccio pensieri felici.
Eh no, miei cari !
Ci vuole la polvere di fata ! ! ! !
Ed ecco che sbuca quella stronza di Campanellino, vestita come una primitiva, che mi soffia nel naso quella polvere sbrilluccicosa che mi fa starnutire ma anche volare.
Ora, Peter Pan . . . . .  non ti pare di avermi un tantinello truffata ? Dovevi proprio partirtene dall'Isola che non c'è e arrivare fin qui solo per venire a prendermi per il culo? Era proprio necessario ? ? ?
Cretina io che ho creduto di poter volare solo facendo pensieri felici, ma tu sei un grandissimo pezzo di merda che metti la clausola della polvere di stelle solo alla fine e scritta a caratteri minuscoli e illeggibili ! Perchè devi andare in giro a far credere alla gente di poter volare solo pensando ad una villa alle Antille ? ? ? Perchè ? Cosa te ne viene in tasca ? 
Peter Pan, sei un TRUFFATORE ! ! ! Come Vanna Marchi che vendeva i sacchetti di sale per scacciare gli spiriti maligni; solo che lei è in galera, mentre tu infesti ancora libri di fiabe e fantasie di poveri bambini innocenti che poi si lanciano dalle finestre verso la seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino ! STRONZO ! Ti sembra giusto? No, rispondi ora ! Ti pare giusto quello che fai ? Per non parlare della totale omissione di ciò che mi attenderebbe sull'Isola che non c'è: una sfracca di menate con quel povero megalomane del Capitan Uncino, una mandria di trovatelli disadattati ed indomabili, e un rifugio da rigovernare da cima a fondo. Ma a chi lo vuoi far passare sto guaio ? 
Prendi la tua ombra, ricucitela, e leva le tende !
E ripigliati anche quella fastidiosissima Campanellino che mi sta dando l'allergia e non riesco a smettere di starnutire, lei e la sua polverina del cavolo ! Prega solo che non mi metta ad indagare sulla natura di questa polverina magica che fa volare !
E non farti più vedere, o ti ci faccio tornare come dico io all'Isola che non c'è!
E quei pensieri felici . . . . . STIPATELI LADDOVE NON BATTE IL SOLE !
Chiaro?
Ora, se non ti dispiace, devo farmi le mie otto ore di sonno, Buonanotte! 
E chiudi bene la finestra quando svolazzi via, altrimenti la luce del lampione qua fuori mi perfora il cranio e non mi fa dormire.


Che poi Peter Pan sia una tra le mie favole preferite, è solo un dettaglio.





domenica 9 ottobre 2011

ESTEMPORANEE .

Eccomi, sono tornata ! mmmuuuuauahuhauhauha ! ! ! !  (. . . . a volte mi faccio paura da sola ! . . . )

Comincio col dirvi che a questo titolo d'ora in poi seguiranno delle vere e proprie estemporanee: istantanee di momenti a metà tra l'assurdo e il ridicolo che vengono scattate in un flash ma che rimarranno impresse foreverandever. 

La prima è fresca fresca, risale alla tardissima serata di ieri.

Dopo la pizza, smaltiamo con una passeggiata sul Corso, habitat naturale di tipici esemplari di squali della movida reggina. La lunga passeggiata altro non è che una grande vetrina dentro la quale poter ammirare (talvolta compatire) in pompa magna lo sfogio dell'abito del sabato sera. Tanto l'habitat di questi esemplari è naturale, tanto è naturale che io me ne guardi bene dall'intamarrirmi per somigliare a loro. Ma sorvoliamo, non è questo il punto.

La nostra passeggiata si conclude con una fermata per uno shot. Il barettino in questione è piccolo e, proprio per questo, tutta la zona limitrofa è assediata dalla folla. Si sta tutti in piedi, tranne che per qualche rara eccezione che ha trovato posto su dei piccolissimi divanetti: noi. Precisiamo che il divanetto implica la condivisione con altri esemplari. Insomma, l'alcol c'è, la sigaretta pure, parte la chiacchiera libera. Carletta (come io affettuosissimamente la chiamo) porta dei nuovi occhiali da vista e incalza la conversazione con "secondo voi di che marca sono?". Noi cominciamo a spararle tutte, fino alla risposta corretta, Dior.
Si continua a parlare di occhiali, chiedendoci quale possa essere un buon negozio per comprarne un paio.
A questo punto, un tizio seduto accanto a noi si intromette con molta tranquillità nel discorso, citando il nome di un negozio e consigliandoci in maniera più che convinta di andarci chiedendo un paio di occhiali di MARX-IECOBS. Io lo fisso perplessa mentre penso di non aver mai sentito la parola marxiecobs. Forse è una marca che non conosco, quindi evito di intromettermi e fare qualche figuraccia. Ma mentre il tipo in questione continua a parlare di questi fantomatici occhiali socchiudendo gli occhi e buttando la testa all'indietro in segno di godimento, come a dire che quegli occhiali fossero la fine del mondo, io non ce la faccio a mordermi la lingua, non ci riesco proprio. Quindi intervengo: "ma parli di Marc Jacobs?". Lui mi guarda scuotendo la testa e mi risponde di "noooooooo..... si, si! Quello!". Incrocio lo sguardo dei miei amici e la nostra reazione è più o meno la stessa; tratteniamo a stento una risata e cerchiamo di non guardarci direttamente negli occhi per non scoppiare a ridere.

Ora . . .  io non sono una fashion victim, e nemmeno una di quelle ferratissime in fatto di moda. 
E capisco che non tutti possano avere la padronanza di nomi stranieri o di marche modaiole . . . ma magari non te ne andare in giro a fare l'espertone dei miei stivali per poi inciampare in queste figure di merda !
O mi sbaglio ???

giovedì 29 settembre 2011

Mera... Chi?? ... Mera! ( ... e due! )

Era ora, finalmente! 
Quando ho deciso di aprire questo pensatoio virtuale, ero talmente presa dalla frenesia di scrivere qualche post, che ho dato poca importanza all'aspetto e a come avrei voluto che fosse questo blog.
È passato più di un anno, quasi due ormai, e mi sono finalmente decisa a metterci del mio, a fargli avere un aspetto che sapesse di me. Non mi sono spinta su terreni a me sconosciuti ed ostili, tipo operazioni che implichino modifiche del codice Html e simili; ma vi assicuro che per un'impedita come me è stato difficile cercare di cambiare il layout di questa pagina. Ho cominciato coi caratteri dei post, scegliendone uno che si avvicinasse il più possibile alla mia reale calligrafia. Poi ho scelto colori caldi e qualche contrasto. Infine, ho usato una foto scattata da me come sfondo al titolo del blog. Poche operazioni, ma per me soddisfacenti. Devo dire che il risultato finale mi piace abbastanza, e non escludo di poter apportare ancora delle migliorie (sempre se qualcuno mi aiuta! ). 
Insomma, ora si che questo spazio è proprio Mera ! 
Cosa ne pensate? Vi piace? Lo preferivate prima? 
Fatemi sapere, lasciando un commentino!


lunedì 5 settembre 2011

''UN'ESTATE CHE MUORE'' [cit.]

Uno scirocco caldo e rotondo
fa violentemente le fusa
attorno alle mie finestre.
Batte e percuote
polvere e ricordi,
ansie e pentimenti,
godimenti e risate.
Talvolta
stride
come violini scordati;
talvolta
ruggisce
fiero e travolgente.
Arde e consuma
terra e menti,
brucia minuti
e acqua di mare.
Scandisce melodie,
accarezza intere giornate.
Soffia, spoglia,
sussurra, sfiora.
D'un tratto
urla morboso.
Chi gli insegna la strada
per venire a trovarmi?
E perchè?




lunedì 25 luglio 2011

AUTOWED: AL PEGGIO NON C'È MAI FINE!

Come recita il titolo di questo post, al peggio non c'è davvero mai fine!
Leggendo qua e là le notizie curiose che capitano in internet, la mia attenzione è stata catturata da questo aggeggio in foto.
Si chiama Autowed (wedding, in inglese, significa matrimonio) e, manco a dirlo, arriva dalla Cina.
È un macchinario a metà tra un bancomat ed un distributore automatico, e per la modica cifra di un dollaro.... VI SPOSA!
Si si, avete capito bene, vi sposa.
È semplicissimo.
Una volta inserito l'importo necessario, parte la marcia nuziale e una voce meccanica chiede se il matrimonio sarà celebrato per una coppia etero, gay, lesbo o tra due migliori amici. La macchinetta chiede di digitare i nomi dei coniugi. Poi pronuncia per entrambi gli sposi la formula "vuoi tu bla bla bla ?" e aggiunge "premi 1 per si lo voglio, premi due per scappare". A questo punto la macchina emette una coppia di fedi di plastica, c'è lo scambio degli anelli e gli sposi vengono dichiarati marito e moglie. Il tutto sugellato da un bacio e dal rilascio di un certificato.
Ora...parliamone!
Andando oltre la goliardia della cosa.
E dando per scontato che il matrimonio officiato dalla macchinetta non abbia alcun valore legale.
Ma il mondo sta veramente andando a rotoli mentre io mi dò lo smalto????
Cosa mi sono persa???
Si, ok....vuoi mettere mezzo minuto di Autowed con lo sbattimento di mesi e mesi di preparativi, e il vestito, e la torta, e gli invitati, e la chiesa e i testimoni e chi più ne ha più ne metta? Effettivamente così è tutto meno complicato.
Però, dai....farsi sposare da una voce meccanica che mi sembra quella del cattivo delle Tartarughe Ninja non è che sia molto allettante! Per quanto io non sia una grande fan del matrimonio, non sono molto convinta dell'utilità di questa macchina.
Il matrimonio è una cosa seria, non si può prendersi gioco di un'istituzione del genere così beffardamente..... o mi sbaglio?????
Certo, ha i suoi pro.
Prevede l'opzione scappare.
Se la storia finisce, basta stracciare il certificato. Niente avvocati, divorzi, io mi prendo la casa e tu la macchina, niente di niente.
Costa solo un dollaro.
Ne puoi avere quanti ne vuoi.
Potresti sposare una celebrità, che comunque non lo saprebbe mai.
Puoi risparmiarti di invitare quella prozia della figlia della cugina della bisnonna che non hai mai visto in vita tua.
Dura solo un paio di minuti.
Alle fedi ci pensa la macchinetta.
Non ti servono testimoni.
Puoi sposare una persona del tuo stesso sesso.
È rosa.

....ma....giusto così, per gioco.... QUALCHE VOLONTARIO CHE SI OFFRA COME MIO SPOSO PER PROVARE AUTOWED????
Non ho grosse pretese! Mi basta alto, biondo, con gli occhi azzurri, simpatico, intelligente e ricco.
Se ci sei, batti un colpo!

PS= Cliccate qui per il video di un matrimonio celebrato da Autowed.



martedì 12 luglio 2011

SAGITTARIO ASCENDENTE LEONE (..... sono perplessa)

Vi è mai capitato di svegliarvi di umore medio? A me capita spesso. L'umore medio è un umore che sta nel mezzo, nel limbo degli umori, un umore nè buono nè cattivo, per intenderci.
Vi è mai capitato?
Ecco, stamattina non appena ho aperto gli occhi ho pensato: eccoci, un'altra giornata da umore medio.
Le mie giornate di umore medio si svolgono all'insegna della routine e di solito non parlo molto, solo il necessario. In questi giorni, infatti, è importante non mostrare segni di particolare godimento e nemmeno troppi silenzi o nervosismi, in modo da non far credere che siamo di buon umore o di pessimo umore. Ed è difficile cercare di stare in silenzio e non far capire che in realtà mentre si sta seduti al pc, o a pranzo, o a fare la doccia, si avrebbe voglia di fare tutt'altro.
Bene, per sdrammatizzare queste giornate quando bussano alla mia porta di prima mattina, di solito le accolgo con l'indice sul naso facendo segno di stare in silenzio e leggo l'oroscopo.
Precisiamo che non sono una che legge l'oroscopo tutti i giorni. Credo nelle caratteristiche dei segni e nel fatto che tutte quelle palle infuocate lassù influenzino in qualche modo la vita di noi miseri umani sul pianeta terra. Ma non leggo l'oroscopo assiduamente o abitualmente. Non nego di leggerlo quando sfoglio un giornale, o di alzare il volume se sento la parola "sagittario" alla radio o alla tv. Ma in ogni caso non lo leggo mai di proposito.
Lo leggo volentierissimo invece nelle giornate di umore medio.
E' fantastico sapere che quello che mi aspetta è una giornata di tedio e clausura e guardare la faccia ammiccante di Paolo Fox che col sorriso smagliante che fa cling dice "ottima giornata per l'eros del sagittario che farà incontri affascinanti e partirà per avventure inaspettate".
Talvolta leggo l'oroscopo per il gusto di poter dire a fine giornata "AH! Caro il mio Paolo Fox, perdi colpi! Io st'incontri affascinanti oggi non li ho proprio fatti! Che stelle hai guardato? Quelle stampate sulla carta per il presepe???".
Insomma, mi tocca mettermi l'anima in pace. Le giornate da umore medio restano da umore medio. E non c'è niente da fare poi, è questo il bello. Appena provo a risollevare le sorti della giornata, ecco che qualche buontempone/a mi da una schioppettata tra stinchi e ginocchia e mi tramortisce.
Matematico!

mercoledì 6 luglio 2011

SILVIO BERLUSCONI OFFICIAL FANPAGE/VENDOLA CULATTONE COMUNISTA! (e ora censuratemi 'sta cippa!)

Lo so che, di solito, nonostante le svariate espressioni scurrili di cui non riesco proprio a fare a meno, non sono così volgare.
Ma quando ce vò, ce vò!

La giornata di oggi segna una tappa fondamentale nell'affossamento della democrazia e della libertà in Italia.
Oggi, infatti, l'AgCom voterà una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio di un giudice.

E questo, è o no un modo molto poco democratico e molto dittatoriale di limitare le libertà personali???

Neanche a dirlo, io mi dichiaro deliberatamente contraria a questo provvedimento e mi unisco alla protesta di altri blogger. Per questo motivo vi invito a firmare la petizione di Avaaz , come io ho già fatto.

In momenti come questo più che l'Italia è una Repubblica Democratica mi sembra che E qui comando io, e questa è casa mia. E poi, mi domando, da quando questo REGIME è diventato così politically correct?

Vorrà dire che d'ora in poi gli argomenti da postare saranno cose tipo la suddetta nel titolo.
Silvio Berlusconi è un passerottino.
Umberto Bossi sposami.
Adotta anche tu un Ghedini.
Ruby Rubacuori, santa subito!
Bersani Punkabestia.
Tremonti il mago dei conti.
Capezzone, il parlamentare burlone.
Borghezio .....
.....
.....
......
No, su Borghezio non ce la faccio proprio!





giovedì 23 giugno 2011

VADI FANTOCCI, VADI! (... e 3)

Giusto perchè non riesco a starmene bel bella scansando momenti di insano imbarazzo, ecco un'altra perla!
L'altro pomeriggio me ne stavo tutta tranquilla tranquilla in palestra. Più precisamente, ero nella posizione della balenottera arenata e sudavo come una povera disgraziata affrontando le mie quotidiane serie di addominali.
Ad un certo punto, mi si piazza di fronte un ragazzo. Inizialmente non ci ho fatto caso, e ho continuato a contare al rovescio gli addominali mancanti per la fine della serie.
E più io facevo finta di niente, più quello continuava a fissarmi.
Ho persino pensato di essere paranoica e che in realtà non fosse lì impalato a fissarmi, ma che si stesse facendo i fatti suoi.
Ma più contavo, e più quello non si schiodava di lì.
Finchè ho incominciato ad infastidirmi. Mi fermo, mi tiro su, metto via le cuffie che sparavano a palla "Smells like teen spirit", e mi rendo conto che effettivamente quello se ne stava lì immobile a fissarmi.
Ora, io capisco che possa sembrare curioso vedere una cicciona fare gli addominali. Capisco anche che possa essere uno spettacolo indecoroso che, come ogni fenomeno da baraccone che si rispetti, non ti fa staccare gli occhi da quello che stai guardando.
Capisco tutto.
Ma, mi domando.....MA NON TI PARE UN TANTINELLO INOPPORTUNO?????
Evidentemente no.
Sempre più infastidita riprendo con gli addominali e ogni volta che vado su incrocio lo sguardo del tipo in questione rimandandogli l'occhiataccia peggiore di cui sono capace.
Niente. Non ne vuole sapere. Non smette di fissarmi.
Fatto sta che finisco le mie serie, mi alzo, mi rimetto le cuffie e passo al tapis roulant.
E proprio mentre sono lì con la musica nelle orecchie e immersa nei miei pensieri e in preda ad una salita pendenza 7, ecco che riappare il tizio di poco fa.
Si siede sulla cyclette accanto a me, mi fa segno di togliermi le cuffie e fa per cominciare a parlare, ma dalla sua bocca esce solo qualcosa più simile ad un rantolo che ad un discorso di senso compiuto.
Nell'imbarazzo più completo mi sporgo verso di lui pronunciando un poco cordiale "EEEEEHHHH????".
Allora lui esordisce il suo discorso con "Io non sono matto".
"Nooooo, ma figurati! Cosa ti fa credere che io pensi che tu sia matto???" dico tra me e me, mentre la lingua sembra paralizzata e non so cosa rispondere a voce alta.
L'unica cosa che riesco a fare è un cenno con la testa alzando il mento, della serie "e che vuoi allora?".
Lui sorride, evidentemente imbarazzato.
"Io non sono matto. Non ti fisso perchè sono matto."
Continuo ad avere la faccia in preda ad una paralisi e la testa vuota, nessuna mezza idea su cosa poter rispondere. Lo fisso interdetta senza muovermi.
Allora lui, sorridendo, continua: "io ti fisso perchè c'hai un viso tanto simpatico!".
La mia faccia resta in preda alla paralisi, le labbra stiratissime in un sorriso a dir poco finto e del tutto non spontaneo. L'unico movimento è quello degli occhi che si sgranano e sembrano voler schizzare fuori dalle orbite.
Cerco di sciogliere il nodo alla lingua e l'unica cosa che riesco a dire è "ok, tranquillo, nessun problema!".
Lui mi sorride, si alza, e se ne va.
Fine.
Ogni commento sarebbe superfluo.
Mi sento solo di dire una cosa: ma io al Karma, ma che gli ho fatto di male???


lunedì 13 giugno 2011

LOUBOUTIN I LOVE YOU (?)

Sempre per la serie "le riflessioni di Mera"... è giunto il momento di affrontare lo spinoso argomento: tacchi a spillo si, tacchi a spillo no.

Tacchi a spillo, croce e delizia. Tacchi a spillo, aggeggi infernali inventati sicuramente dal demonio in persona. Tacchi a spillo, arnesi in grado di tramutarti in un fenicottero. Tacchi a spillo, se non ci sai camminare, meglio lasciarli nella scarpiera. Ma soprattutto, tacchi a spillo, se li porti, evita i sanpietrini!

Generalmente siamo ancora sotto la doccia, noi donne intendo, quando pensiamo a cosa metterci. La serata pare interessante e vogliamo infighettarci. Tacco o non tacco? Il tacco a spillo, si sa, fa sempre la sua porca figura! E le vesciche del giorno dopo ti uccidono! Il gioco, vale la candela?

Cominciamo col valutare le varie ipotesi.

Prima fra tutte, il metodo Mera (che ho scoperto essere molto in voga tra le donne di tutto il mondo): uscire col tacco e portare le ballerine in borsa; quando lo sfoggio del tacco sarà stato sufficiente, con moltissima nonchalance, parte il cambio scarpa; solitamente, in pochi notano la cosa, dato che quando il momento del cambio sarà arrivato, saranno tutti belli che brilli.

Seconda ipotesi: sfoggiare il tacco e proporre insistentemente di passare la serata in un posto dove si sta seduti; fattibile se la serata prevede una cena; infattibile se qualche guastafeste insiste per un dopocena a ballare.

Terza ipotesi: sfoggiare il tacco e decidere di soffrire, incerottarsi i piedi, usare il borotalco, i plantari di silicone e ritrovarsi con le vesciche che gridano giustizia. Infondo, è il prezzo da pagare per un paio d'ore di "oddiocomemisentofiga". E il giorno dopo, un pediluvio ci spetta di diritto.

Quarta ipotesi, che manda a benedire tutte le felici idee di infighettamento: ballerine, e chi s'è visto, s'è visto.

Io voto foreverandever per la quarta. Tanto non ci so camminare sui tacchi, mi secca portarmi il cambio in borsa, odio le vesciche e in più, diciamocelo, non sarà certo un tacco 12 a risollevare le sorti delle mie serate o a farmi figa. Ci vorrebbe ben altro! E poi, io penso sempre che sia più attraente una donna disinvolta e sicura di sè, piuttosto che una traballante ed insicura su un paio di tacchi. Il discorso non vale se, al contrario di me, si è in grado di essere disinvolte e sicure di sè anche sul tacco 12. E poi, come ho già detto tempo fa, un uomo ci vuole anche in pigiama antistupro di pile (leggi pail) e struccate, se ci vuole. Possiamo anche attrarlo col tacco a spillo e il mascherone in faccia... ma prima o poi arriva il momento della verità, dovremo struccarci e sfighettarci. Quindi? Tanto vale che ci veda da subito per quelle che siamo. Ciò non toglie che ci siano donne che sembrano nate per fare la maratona sui tacchi a spillo, perfette ed impeccabili ad ogni ora del giorno e della notte, veneri discese sulla terra per farmi sentire insadeguata ed inutile al loro confronto. Qualche benpensante, a questo punto, potrebbe uscirsene con "non sentirti inadeguata, ognuno è bello per come è, la tua bellezza sta in altre cose, non nel tacco a spillo". Non fa una piega... ma leggete qua cosa scrive sul suo blog un mio amico:

"Se devo essere sincero, non ho mai apprezzato le bamboline. Mi piacciono le ragazze che bevono forte, che si rollano le sigarette da sole, che se ne fottono della palestra e che, possibilmente, sfoggiano un piercing al sopracciglio. Mi piacciono le donne decise, sicure e disinibite. Vado pazzo per quelle che, anche appena alzate, si guardano allo specchio e si dicono ma quanto sono figa! Non ho mai avuto la passione per le donne col trucco, per la biancheria troppo elaborata, per le borsette firmate. Amo i jeans e le magliette bianche, il tatto della lycra, le havaianas e il pantaloncino sundek, le borse indiane e le code di cavallo storte. Non sopporto quelle che ordinano l’insalata al ristorante e ti chiedono come sto? ogni volta che comprano un vestito nuovo."

Molte di voi staranno già pensando di avere trovato il loro principe azzurro, uno di quelli che tipicamente direbbe "amore, stai meglio struccata, mi piaci al naturale" (espressione che non ho mai concepito...al naturale....siamo mica scatolette di tonno). Solo che.... leggete bene come prosegue:

"Però, cazzo. Posso facilmente soprassedere a tutte le mie convinzioni per un tacco a spillo come dio comanda! Ovviamente, non tutti i tacchi a spillo e non in tutte le occasioni. Mi sbrindello per un decolté altissimo, amo le caviglie da infarto, quelle che ti fanno gettare ai suoi piedi rectius: ai suoi tacchi, supplicandola (con la gocciolina sulla fronte) scusa, posso leccarteli?"

Eccovi, insomma, il motivo delle nostre sofferenze: fanno tanto gli splendidoni amanti della donna acqua e sapone e poi stramazzano al suolo per un tacco a spillo. E, credetemi, sono tutti così. Mentre con un occhio ti dicono (in maniera poco convincente) che stai bene anche struccata, con l'altro fanno la radiografia alla Barbie dall'altra parte della strada.

Sicchè, rassegnatevi e munitevi di tacco. Meglio se si tratta di un bel paio di Louboutin (e non ditemi che non ci avete sbavato sopra almeno una volta nella vita! Se così fosse, vi lascio la foto di una delle mie Louboutin preferite, sbavate pure!)

ps= mi pare pure giusto lasciarvi il link del blog sopra citato
http://blog.libero.it/seratastorta/view.php?reset=1&id=seratastorta

venerdì 3 giugno 2011

NON LO SO IL TITOLO, E' UN POST E BASTA!

Si, mi sono assentata! Non rimproveratemi troppo!
Tanto lo sapete che torno!

Questo pomeriggio mi è successa una cosa curiosa.
Ero in camera a studiare. La finestra aperta. Il pomeriggio era fresco e l'aria silenziosa. Di tanto in tanto il fruscio delle tende o i rumori provenienti dalla casa accanto mi facevano sollavare gli occhi.
Un pomeriggio come tanti. La mia attenzione viene catturata da un dialogo tra una coppia di vicini, due anziani.
Lui: Ma.....che si mangia stasera???
Lei: Ehhh....ho preso le pizze surgelate al supermercato, adesso le inforno!
Lui, ridendo: Aahahahhahaha, abbiamo 160 anni in due e mangiamo le pizze surgelate come i ragazzini!!!

Allora mi è venuto in mente un aforisma letto un pò di tempo fa: il peggio quando si invecchia è che si resta giovani (Jean Cocteau).
E ho capito che non ho paura di invecchiare. Ho paura di arrivare al punto in cui sarò costretta ad illudermi di sentirmi giovane.
Eppure, arriverà anche per me, per tutti.
Mi domando come sarà guardarmi ogni mattina nello specchio e rendermi conto che si è impotenti di fronte alla lenta ma irreversibile sconfitta dell'età; come sarà stare a guardare il tempo che scava dei solchi sulla mia pelle o sentire il fiato che si accorcia?
E poi, ci sono i sogni, le ambizioni, i progetti. Come sarà quando saranno più grandi di me? Come sarà mettere da parte l'idea di un viaggio, consapevole di essere troppo vecchia per intraprenderlo, abituarmi all'idea di guardare quel posto solo in cartolina? Oggi mi dico che prima o poi visiterò Dublino. Forse, tra 50 anni mi dovrò rassegnare all'idea di non averla visitata.
Nella mia fantasia, invecchiare potrebbe essere come sentirsi fuori luogo sempre: i giovani parlano una lingua che non comprendi, gli adulti sono troppo impegnati a sentirsi giovani e i vecchi sono troppo vecchi. Il progresso azzanna ogni giorno quel che resta delle tue consapevolezze e a te resta solo il male alle ossa o la pressione troppo alta o troppo bassa. La gente che ti circonda è sempre la stessa, non ci sono persone nuove, vite nuove che incontri e che ti raccontano storie che ascolteresti per ore. E poi la delusione di non riuscire più a fare i piccoli gesti quotidiani, il lavoro che hai fatto da sempre.
Ma la cosa peggiore è dimenticare. Si comincia con qualche nome. Quel compagno di scuola alle medie. Quel barista che faceva la cioccolata calda più buona di tutta Firenze. Quel ragazzo che raccontava sempre la buffa storia di un bambino che trova un quadrifoglio. Poi prendi a dimenticare di più, sempre di più. Dimentichi tutto quello che alla tua mente da vecchio sembra superfluo ma che in realtà fa parte di te quanto il tuo nome.

Tutto sommato, però, spero che mi resti la pizza surgelata, l'udito e la musica, la vista e i libri. E il Nintendo Wii. E qualcuno che di tanto in tanto mi venga a raccontare cosa succede oltre la siepe; che se l'inventi, se necessario.

Non sono pazza, ve l'assicuro. Ci penso sempre. E sempre più spesso. Mi rendo conto che gli anni stanno passando anche per me, che è finita l'età dell'iopossofaretutto.
E poi, dai... non riesco più ad andare a ruota libera come prima... se faccio tardi un sabato sera, ci metto una settimana a riprendermi!!! Accuso i postumi per giorni!!!
E HO I CAPELLI BIANCHI!!!!!!!

giovedì 14 aprile 2011

SUL TETTO.

Sono tornata dove il miele dorato del tramonto acceca il cielo e si scioglie sui tetti,
dove pigre montagne si accartocciano sull'azzurro,
dove le nuvole si coricano a guardare le correnti schiumose del mare,
dove il vento tesse gentile tele di foglie.
Sono tornata dove la vita sa delle sfumature del cielo; e quando le ombre si allungano nell'oblio del tramonto, si stagliano rapide, certe di tornare di nuovo domani.
Sono tornata dove le prime lucine, sentinelle del buio, bucano l'aria rosa del tramonto che, incandescente, stenta a cedere il testimone ad un'algida sera.
Sono tornata dove il sole finisce in un battito d'ali e subito il vento freddo della sera del mare richiama alle case le ore serene di pomeriggi all'ombra degli oleandri.


venerdì 11 marzo 2011

MI ASCOLTO DORMIRE.

Quei giorni che ti svegli con l'anima in disordine, coi confini mescolati e i contorni sbavati.
Quei giorni che ti guardi e non ti vedi, con gli specchi nelle orecchie.
Quei giorni che ti lasci vivere, che, tanto, così deve essere.
Quei giorni che sono notti, mari burrascosi.
Quei giorni che fiori di sabbia ti soffiano dentro e venti gelidi ti spengono fuori.
Quei giorni che i "quando" sembrano lontani.
Quei giorni che le cascate di pensieri si fermano come acque calme.
Quei giorni di scene già viste e quei giorni di scene già perse.
Quei giorni d'acqua e di muri.
Quei giorni di silenzio e vapori.
Quei giorni stanchi e sornioni.
Quei giorni pigri e avidi.
Quei giorni barbari e persi.
Poi solo un'ora.
Un veniale attimo di vanto, vanesio gioco di furie e ritirate.
Poi, più niente.
Quei giorni forse non così inutili, quei giorni forse non così andati, quei giorni forse miei.
Quei giorni, ad un certo punto, ripiegano sconfitti, trascinati via dal soffice suono di schiene che accarezzano le lenzuola.




lunedì 28 febbraio 2011

VADI FANTOCCI, VADI! ( ...e 2 )

Come già detto, a questo titolo afferiranno tutte le (...come posso dirlo elegantemente?...) volte in cui la mia persona inciampa molto poco sofisticatamente in qualche infima ma gaia figura di merda. ( ...mi sono sforzata, ve l'assicuro, e meglio di così non riuscivo a scriverlo!).
E' un piovoso lunedì mattina. Molto piovoso. Il cielo è bianco, quasi volesse svuotare cofani di neve su noi comuni esserini mortali, ma niente! Solo acqua. E gelo. In giardino, un guanto di lana sguazza nel ghiaccio di una pozza d'acqua. Il coraggio di uscire dalle coperte è rimasto a letto al mio risveglio, non ne vuole sapere di palesarsi. Uscire dal caldo cantuccio del piumone, e solo per pochi secondi, accade esclusivamente per una necessità: riempire ciclicamente la mia tazza di thè verde fumante. Ahuauhahau, pensavate che fosse solo per fare pipì, vero??? E invece, con sto freddo, mi tengo anche quella. Troppo freddo per abbassarmi i pantaloni! Insomma, mi alzo da questo soffice caminetto artificiale solo per prepararmi del thè verde, baluardo della cultura salutista.
Attimo di silenzio interiore ed autocommiserazione.
Ok, è vero, io non sono una salutista, non lo sono mai stata, e molto probabilmente non lo sarò mai. Sono piuttosto una viziosa, e difficilmente riesco a rinunciare a ciò che mi appaga. Mea culpa, mi batto il petto.
Ma spezzo una lancia a mio favore: nell'ultimo mese ho optato per un tentativo di remise en forme. Fallirò miseramente? Ai posteri l'ardua sentenza!
Fatto sta che io comunque mi stia prodigando tra ore di palestra e cibi dosati e salutari.
E proprio per questo, il lunedì mattina è OBBLIGATORIO consumare thè verde a profusione: stimola la diuresi e aiuta a depurare l'organismo.... dallo schifo che di solito faccio nel finesettimana. Quindi , provo a ridarmi un tono col thè verde. Che, in ogni caso, non cancellerà tutto lo schifo sublime che ho ingurgitato nel finesettimana. Ma è uno specchietto per le allodole, diciamo così.
Questo fine settimana è stato all'insegna del freddo, della buona, anzi, ottima compagnia di due amiche, del cibo e dell'alcol.
E proprio questo fine settimana mi ha regalato indimenticabili gioie in quanto a momenti di sano imbarazzo. E, perdonatemi, ma credo che la mia missione odierna sia rendere partecipe il mondo dell'estremo limite fino al quale può spingersi la pochezza umana.
Il sabato sera comincia ad assumere una forma degna di questo nome verso l'ora di cena. Io ed Elle ( ok che mi sputtano io, ma sputtanare anche le altre non mi sembra necessario, userò le iniziali), al quarto piano di uno stabile romano nei pressi del Verano (solo dieci minuti a piedi, come sugerirà più tardi Esse ad un infreddolito pedone), ordiniamo due pizze. E le annaffiamo con una bottiglia di vino bianco dell'Alto Adige, vitigno ignoto ma impronunciabile. La cena finisce a tarallucci e vino, fette di pizza, bicchieri riempiti e abilmente svuotati, intervalli da tabagisti ed ilari confessioni di ogni genere. Bene, l'atmosfera è propizia. Ci raggiunge Esse, e si esce alla volta di San Lorenzo. Il primo momento è un vagare nell'incertezza, quale posto designare per le nostre scorribande da sabato sera? La prima fermata è una shottineria: shot a base d'assenzio serviti in provette abilmente trafugate dopo la consumazione. Poi è la volta di un locale un pò più serio, aggettivo che non si accosta perfettamente ai nostri discorsi nel momento in cui i nostri di dietro toccano le sedie attorno al tavolino. Ma ordiniamo comunque da bere.
- Per me un Southern Comfort con un cubetto di ghiaccio e una fetta d'arancia.
- Hai le idee chiare! Per voi due invece?
- Per me una Corona.
- Per me.... cos'hai di doppio malto?
- Ne ho una inglese sui sei gradi e mezzo e una italiana sui sette gradi e mezzo.
- Quella inglese.
Il cameriere è simpatico, disponibile e sempre sorridente.
Noi tre cominciamo a ridere, a parlare con un tono di voce sostenuto, data la caciara del posto. E riprendiamo i nostri discorsi semiseri che sono stati il file rouge della serata.
Arrivano le bevande.
Brindiamo al Karma. ( Il mio motto è "il Karma dà, il Karma toglie")
Beviamo.
Riprendiamo i nostri discorsi.
Le nostre risate sono spennellate della luce di una candela posta al centro del tavolo. Se ne sta lì, ignara, nel suo porta candele viola, inconsapevole di ciò che sta per accadere.
Nell'ilarità generale si comincia a parlare di "dimensioni" (famose a capì).
Elle cerca di usare le parole, ma con poco successo.
Allora io unisco l'indice e il pollice di tutte e due le mani a formare un anello, ed uso il porta candele come riferimento.
Allargando o stringendo l'anello secondo i comandi di Elle, continuo a ripetere cose del tipo: "ma così????" oppure "di meno???? di più??? ANCORA PIU' LARGOOO???".
"AOOOOO, MA CHE STATE A FA'???? NA SEDUTA SPIRITICA????" . Le parole del cameriere mi si frantumano sulla nuca come una palla di neve ghiacciata.
La mia risposta? ( e, attenzione, questa è pura pochezza e bassezza umana).
"Si, stamo a fa na seduta spiritica... uccelli, veniteee!!!".
Giuro che non sono sempre così, sono in grado di mantenere un contegno quando necessario.

mercoledì 19 gennaio 2011

UFFICIO OGGETTI SMARRITI: INVENTARIO DELLE COSE PERDUTE.

Mi capita di trovarmi a fare i conti con le cose ho perso, con quelle che ho ritrovato, con quelle che non ho mai smesso di cercare e con quelle che non ricordo nemmeno di avere avuto.
Cominciamo dalla fine.
Non mi ricordo mai di avere avuto la varicella da piccola.
Non ho mai smesso di cercare la libertà di poter fare come mi pare.
Ho ritrovato un vecchio quaderno dove appuntavo i miei pensieri, e che credevo di aver perso.
Con le cose perse, la cosa si complica.
Ho perso un mazzo di chiavi. Le ho abbandonate sul tavolino di un bar.
Ho perso l'equilibrio, sono caduta, mentre sotto c'era l'ignoto.
Ho perso delle foto, e quindi dei momenti, dei pezzi di vita.
Ho perso un uomo, perchè lo amavo troppo; altri, perchè non li avevo mai amati.
Ho perso un treno, anche due, tre, quattro.
Ho perso il piacere di poter essere puntuale.
Ho perso lacrime, assorbite dal mio cuscino.
Ho perso libri, prestati e mai tornati indietro.
Ho perso tempo, soldi, amici.
Ho perso l'orientamento e ho smarrito la strada.
Ho perso la fede nelle fiabe.
Ho perso la capacità di essere accondiscendente.
Ho perso il sonno e a volte anche i sogni, ma solo a volte, per fortuna.
Ho perso numeri di telefono e indirizzi.
Ho perso due cellulari e un paio di occhiali.
Ho perso accendini e fermagli, sparsi infondo alle mie borse.
Ho perso feste di compleanno e torte fatte in casa e foto di gruppo e regali da scartare.
E poi ho perso la pazienza.
E ho perso la testa.
Ma più di tutto, ho perso occasioni.
Occasioni per chiedere scusa, o per mettere da parte l'orgoglio e accogliere le scuse di altri.
Occasioni per parlare.
Occasioni per ridere, cogliendole invece per portare rancore.
Occasioni per assumermi le mie responsabilità.
Occasioni per mostrarmi adulta e stare in silenzio.
Occasioni per mostrarmi cordiale, invece di barricarmi dietro le mie convinzioni.
E poi ho dimenticato.
Di ricordare cose importanti.
Di chiudere la porta.
Di completare un album di figurine.
Di spegnere la luce.
Di illudermi, di sognare, di ascoltare un buon consiglio.
Di dare importanza ad un'opinione diversa dalla mia.
Ho dimenticato cose che stavo per dire, compleanni, date, testi di canzoni, risate.
E ancora, orecchini, ombrelli, soldi nelle tasche dei jeans, borse e maglioni vecchi sul fondo dell'armadio.
Ho perso il passato.
Ho dimenticato il futuro.
Il presente, è.

giovedì 13 gennaio 2011

ZITELLE NEL 2011? TUTTA COLPA DI BARBIE!

Cari lettori, ecco il primo post della serie "le riflessioni vaneggianti di Mera" del 2011.
A mia discolpa questa volta posso dire che la pulce nell'orecchio me l'ha messa un'amica, dicendomi di essere stata in un negozio di giocattoli durante il periodo natalizio, aggiungendo particolari a dir poco raccapriccianti: tra i giocattoli per bambine, oltre ai soliti bambolotti, winx, pollypoket e quant'altro, ha notato il vergognoso dilagare di oggetti ludici atti ad emulare comportamenti adulti.
Beh, qualcuno di voi potrebbe pensare che non ci sia niente si strano.
Il problema è che per i bambini esistono macchinine elettriche per guidare come gli adulti. Per le bambine la faccenda è ben diversa. Si trovano bambolotti da accudire come neonati veri, cucine polifunzionali, lavatrici, ferri da stiro e, ciliegina sulla torta, il più recente arrivato, il folletto, fedelissima copia del celeberrimo aspirapolvere. Insomma, le bambine devono imparare ad essere delle brave casalinghe, senza troppi grilli per la testa. I bambini possono avere fucili e sparare imitando gli adulti. Le bambine devono districarsi tra pappette e punturine, lavatrici e faccende domestiche.
E allora, accendendo una sigaretta, ho cominciato a riflettere insieme a quest'amica.
Non è giusto che le bambine ricevano questo tipo di impronta.
Stiamo forse vivendo un ritorno ad una visione del mondo passata e troglodita, in cui la donna è a casa a crescere i figli e l'uomo fuori a lavorare?
O forse siamo noi che ci sentiamo troppo "emancipate"?
Riflettiamo allora sul fatto che nè io nè lei, da piccole, abbiamo mai ricevuto in regalo, o voluto avere tra i nostri, giocattoli del genere. Noi due, bambine nate agli sgoccioli del 1986, riversavamo le nostre preferenze su un solo giocattolo, una bambola, pietra miliare della vita di ogni bambina: Barbie!
A questo punto, qualcuno di voi mi potrebbe dire: è meglio un modello di vita come Barbie, sempre imputtanita e con nessuna evidente funzione educativa se non quella di trasmettere amore per la moda e i vestiti, o piuttosto una bella lavatrice-giocattolo per imparare a separare il bucato???
Riflettendoci, e ridendoci anche sopra (quindi, cari lettori, prendete con le pinze questa teoria, si fa per ridere!), forse, nessuno dei due modelli è l'indirizzo più giusto per una bambina.
Il modello casalinga (senza nessun tipo di offesa nei confronti delle casalinghe) è sbagliatissimo, e la motivazione è intrinseca. Ovvero, io da grande farò la casalinga se mi andrà di farlo, non perchè fin da piccola qualcuno mi ha inculcato come sana e giusta l'idea di una figura femminile circoscritta ad angelo del focolare.
D'altra parte, però, io e la mia compagna di riflessioni (e che riflessioni! non abbiamo proprio di meglio da fare!!!) conveniamo che Barbie, per noi, sia stata una rovina. E non perchè ci abbia trasmesso ideali di vita legati solo alla moda, ai bei capelli, alle belle scarpe. Fortunatamente, da quel punto di vista, siamo due non troppo fanatiche.
Il problema di Barbie, è che ci ha condannate ad una vita di zitellaggio senza soluzione.
Pensateci bene.
Chi è Barbie? Una bellissima ragazza, con un bellissimo fisico, bellissimi capelli, strabellissimi vestiti.
Cosa fa? Di tutto. Nei suoi decenni di storia ha attraversato ogni tipo di professione, di hobby, di stranezza: da medico, a sposa, a ballerina, a cowboy, a sirena, a sciatrice e chi più ne ha più ne metta. Vestita dagli stilisti più famosi, a volte diventava pezzo raro da collezione se costruita su modelli storici come Cleopatra. Possedeva case principesche, carrozze, macchine ( io avevo perfino la ferrari di barbie ), cavalli, piscine, camper, boutique, e anche qui chi più ne ha più ne metta. Ha attraversato ogni moda, ha portato qualsiasi tipo di vestito o acconciatura. Qualsiasi attività esista, siate pur certi che c'è una barbie in qualche parte del mondo che la stia svolgendo.
Eppure, nel quadro che ho appena fatto, manca qualcosa.
Ken.
Dov'era Ken mentre Barbie faceva tutte queste cose?
Era buttato in un angolo, in attesa di essere usato all'occorrenza.
Non era nemmeno calcolato più di tanto visto che, in genere, la maggior parte delle bambine aveva solo un vestito per Ken, al massimo un cambio. Mentre Barbie possedeva un guardaroba più fornito di quello di Rebecca Bloomwood.
Ne consegue che non possiamo definire Ken come l'uomo di Barbie.
Ken era un accessorio. Un accessorio come il pettine, le scarpe, gli occhiali da sole, il cappello, da usare quando ci serviva.
Ecco cosa ci ha lsciato Barbie: la concezione di un uomo come accessorio. Che ci sia o non ci sia nella nostra vita, noi siamo fighe lo stesso e facciamo lo stesso come ci pare, anche meglio talvolta! Proprio come Barbie (seh, magari!).
Ecco perchè le nostre vite sentimentali sono disastrose! Ecco svelato l'arcano!
Ps=concludo il post lasciandovi la foto di una delle Barbie a edizione limitata che ogni bambina chiedeva nella letterina a Babbo Natale, Barbie Magia delle Feste. Questa qua sotto è quella del 2010. Non è meravigliosa?

venerdì 7 gennaio 2011

CAMERA CON VISTA.

Il vento umido ha sbuffato una nuvola sulle lucine della Sicilia e qualcuno ha spennellato su quel cielo tratti di rosa e di grigio.
La mia è una camera con vista.