giovedì 23 giugno 2011

VADI FANTOCCI, VADI! (... e 3)

Giusto perchè non riesco a starmene bel bella scansando momenti di insano imbarazzo, ecco un'altra perla!
L'altro pomeriggio me ne stavo tutta tranquilla tranquilla in palestra. Più precisamente, ero nella posizione della balenottera arenata e sudavo come una povera disgraziata affrontando le mie quotidiane serie di addominali.
Ad un certo punto, mi si piazza di fronte un ragazzo. Inizialmente non ci ho fatto caso, e ho continuato a contare al rovescio gli addominali mancanti per la fine della serie.
E più io facevo finta di niente, più quello continuava a fissarmi.
Ho persino pensato di essere paranoica e che in realtà non fosse lì impalato a fissarmi, ma che si stesse facendo i fatti suoi.
Ma più contavo, e più quello non si schiodava di lì.
Finchè ho incominciato ad infastidirmi. Mi fermo, mi tiro su, metto via le cuffie che sparavano a palla "Smells like teen spirit", e mi rendo conto che effettivamente quello se ne stava lì immobile a fissarmi.
Ora, io capisco che possa sembrare curioso vedere una cicciona fare gli addominali. Capisco anche che possa essere uno spettacolo indecoroso che, come ogni fenomeno da baraccone che si rispetti, non ti fa staccare gli occhi da quello che stai guardando.
Capisco tutto.
Ma, mi domando.....MA NON TI PARE UN TANTINELLO INOPPORTUNO?????
Evidentemente no.
Sempre più infastidita riprendo con gli addominali e ogni volta che vado su incrocio lo sguardo del tipo in questione rimandandogli l'occhiataccia peggiore di cui sono capace.
Niente. Non ne vuole sapere. Non smette di fissarmi.
Fatto sta che finisco le mie serie, mi alzo, mi rimetto le cuffie e passo al tapis roulant.
E proprio mentre sono lì con la musica nelle orecchie e immersa nei miei pensieri e in preda ad una salita pendenza 7, ecco che riappare il tizio di poco fa.
Si siede sulla cyclette accanto a me, mi fa segno di togliermi le cuffie e fa per cominciare a parlare, ma dalla sua bocca esce solo qualcosa più simile ad un rantolo che ad un discorso di senso compiuto.
Nell'imbarazzo più completo mi sporgo verso di lui pronunciando un poco cordiale "EEEEEHHHH????".
Allora lui esordisce il suo discorso con "Io non sono matto".
"Nooooo, ma figurati! Cosa ti fa credere che io pensi che tu sia matto???" dico tra me e me, mentre la lingua sembra paralizzata e non so cosa rispondere a voce alta.
L'unica cosa che riesco a fare è un cenno con la testa alzando il mento, della serie "e che vuoi allora?".
Lui sorride, evidentemente imbarazzato.
"Io non sono matto. Non ti fisso perchè sono matto."
Continuo ad avere la faccia in preda ad una paralisi e la testa vuota, nessuna mezza idea su cosa poter rispondere. Lo fisso interdetta senza muovermi.
Allora lui, sorridendo, continua: "io ti fisso perchè c'hai un viso tanto simpatico!".
La mia faccia resta in preda alla paralisi, le labbra stiratissime in un sorriso a dir poco finto e del tutto non spontaneo. L'unico movimento è quello degli occhi che si sgranano e sembrano voler schizzare fuori dalle orbite.
Cerco di sciogliere il nodo alla lingua e l'unica cosa che riesco a dire è "ok, tranquillo, nessun problema!".
Lui mi sorride, si alza, e se ne va.
Fine.
Ogni commento sarebbe superfluo.
Mi sento solo di dire una cosa: ma io al Karma, ma che gli ho fatto di male???


lunedì 13 giugno 2011

LOUBOUTIN I LOVE YOU (?)

Sempre per la serie "le riflessioni di Mera"... è giunto il momento di affrontare lo spinoso argomento: tacchi a spillo si, tacchi a spillo no.

Tacchi a spillo, croce e delizia. Tacchi a spillo, aggeggi infernali inventati sicuramente dal demonio in persona. Tacchi a spillo, arnesi in grado di tramutarti in un fenicottero. Tacchi a spillo, se non ci sai camminare, meglio lasciarli nella scarpiera. Ma soprattutto, tacchi a spillo, se li porti, evita i sanpietrini!

Generalmente siamo ancora sotto la doccia, noi donne intendo, quando pensiamo a cosa metterci. La serata pare interessante e vogliamo infighettarci. Tacco o non tacco? Il tacco a spillo, si sa, fa sempre la sua porca figura! E le vesciche del giorno dopo ti uccidono! Il gioco, vale la candela?

Cominciamo col valutare le varie ipotesi.

Prima fra tutte, il metodo Mera (che ho scoperto essere molto in voga tra le donne di tutto il mondo): uscire col tacco e portare le ballerine in borsa; quando lo sfoggio del tacco sarà stato sufficiente, con moltissima nonchalance, parte il cambio scarpa; solitamente, in pochi notano la cosa, dato che quando il momento del cambio sarà arrivato, saranno tutti belli che brilli.

Seconda ipotesi: sfoggiare il tacco e proporre insistentemente di passare la serata in un posto dove si sta seduti; fattibile se la serata prevede una cena; infattibile se qualche guastafeste insiste per un dopocena a ballare.

Terza ipotesi: sfoggiare il tacco e decidere di soffrire, incerottarsi i piedi, usare il borotalco, i plantari di silicone e ritrovarsi con le vesciche che gridano giustizia. Infondo, è il prezzo da pagare per un paio d'ore di "oddiocomemisentofiga". E il giorno dopo, un pediluvio ci spetta di diritto.

Quarta ipotesi, che manda a benedire tutte le felici idee di infighettamento: ballerine, e chi s'è visto, s'è visto.

Io voto foreverandever per la quarta. Tanto non ci so camminare sui tacchi, mi secca portarmi il cambio in borsa, odio le vesciche e in più, diciamocelo, non sarà certo un tacco 12 a risollevare le sorti delle mie serate o a farmi figa. Ci vorrebbe ben altro! E poi, io penso sempre che sia più attraente una donna disinvolta e sicura di sè, piuttosto che una traballante ed insicura su un paio di tacchi. Il discorso non vale se, al contrario di me, si è in grado di essere disinvolte e sicure di sè anche sul tacco 12. E poi, come ho già detto tempo fa, un uomo ci vuole anche in pigiama antistupro di pile (leggi pail) e struccate, se ci vuole. Possiamo anche attrarlo col tacco a spillo e il mascherone in faccia... ma prima o poi arriva il momento della verità, dovremo struccarci e sfighettarci. Quindi? Tanto vale che ci veda da subito per quelle che siamo. Ciò non toglie che ci siano donne che sembrano nate per fare la maratona sui tacchi a spillo, perfette ed impeccabili ad ogni ora del giorno e della notte, veneri discese sulla terra per farmi sentire insadeguata ed inutile al loro confronto. Qualche benpensante, a questo punto, potrebbe uscirsene con "non sentirti inadeguata, ognuno è bello per come è, la tua bellezza sta in altre cose, non nel tacco a spillo". Non fa una piega... ma leggete qua cosa scrive sul suo blog un mio amico:

"Se devo essere sincero, non ho mai apprezzato le bamboline. Mi piacciono le ragazze che bevono forte, che si rollano le sigarette da sole, che se ne fottono della palestra e che, possibilmente, sfoggiano un piercing al sopracciglio. Mi piacciono le donne decise, sicure e disinibite. Vado pazzo per quelle che, anche appena alzate, si guardano allo specchio e si dicono ma quanto sono figa! Non ho mai avuto la passione per le donne col trucco, per la biancheria troppo elaborata, per le borsette firmate. Amo i jeans e le magliette bianche, il tatto della lycra, le havaianas e il pantaloncino sundek, le borse indiane e le code di cavallo storte. Non sopporto quelle che ordinano l’insalata al ristorante e ti chiedono come sto? ogni volta che comprano un vestito nuovo."

Molte di voi staranno già pensando di avere trovato il loro principe azzurro, uno di quelli che tipicamente direbbe "amore, stai meglio struccata, mi piaci al naturale" (espressione che non ho mai concepito...al naturale....siamo mica scatolette di tonno). Solo che.... leggete bene come prosegue:

"Però, cazzo. Posso facilmente soprassedere a tutte le mie convinzioni per un tacco a spillo come dio comanda! Ovviamente, non tutti i tacchi a spillo e non in tutte le occasioni. Mi sbrindello per un decolté altissimo, amo le caviglie da infarto, quelle che ti fanno gettare ai suoi piedi rectius: ai suoi tacchi, supplicandola (con la gocciolina sulla fronte) scusa, posso leccarteli?"

Eccovi, insomma, il motivo delle nostre sofferenze: fanno tanto gli splendidoni amanti della donna acqua e sapone e poi stramazzano al suolo per un tacco a spillo. E, credetemi, sono tutti così. Mentre con un occhio ti dicono (in maniera poco convincente) che stai bene anche struccata, con l'altro fanno la radiografia alla Barbie dall'altra parte della strada.

Sicchè, rassegnatevi e munitevi di tacco. Meglio se si tratta di un bel paio di Louboutin (e non ditemi che non ci avete sbavato sopra almeno una volta nella vita! Se così fosse, vi lascio la foto di una delle mie Louboutin preferite, sbavate pure!)

ps= mi pare pure giusto lasciarvi il link del blog sopra citato
http://blog.libero.it/seratastorta/view.php?reset=1&id=seratastorta

venerdì 3 giugno 2011

NON LO SO IL TITOLO, E' UN POST E BASTA!

Si, mi sono assentata! Non rimproveratemi troppo!
Tanto lo sapete che torno!

Questo pomeriggio mi è successa una cosa curiosa.
Ero in camera a studiare. La finestra aperta. Il pomeriggio era fresco e l'aria silenziosa. Di tanto in tanto il fruscio delle tende o i rumori provenienti dalla casa accanto mi facevano sollavare gli occhi.
Un pomeriggio come tanti. La mia attenzione viene catturata da un dialogo tra una coppia di vicini, due anziani.
Lui: Ma.....che si mangia stasera???
Lei: Ehhh....ho preso le pizze surgelate al supermercato, adesso le inforno!
Lui, ridendo: Aahahahhahaha, abbiamo 160 anni in due e mangiamo le pizze surgelate come i ragazzini!!!

Allora mi è venuto in mente un aforisma letto un pò di tempo fa: il peggio quando si invecchia è che si resta giovani (Jean Cocteau).
E ho capito che non ho paura di invecchiare. Ho paura di arrivare al punto in cui sarò costretta ad illudermi di sentirmi giovane.
Eppure, arriverà anche per me, per tutti.
Mi domando come sarà guardarmi ogni mattina nello specchio e rendermi conto che si è impotenti di fronte alla lenta ma irreversibile sconfitta dell'età; come sarà stare a guardare il tempo che scava dei solchi sulla mia pelle o sentire il fiato che si accorcia?
E poi, ci sono i sogni, le ambizioni, i progetti. Come sarà quando saranno più grandi di me? Come sarà mettere da parte l'idea di un viaggio, consapevole di essere troppo vecchia per intraprenderlo, abituarmi all'idea di guardare quel posto solo in cartolina? Oggi mi dico che prima o poi visiterò Dublino. Forse, tra 50 anni mi dovrò rassegnare all'idea di non averla visitata.
Nella mia fantasia, invecchiare potrebbe essere come sentirsi fuori luogo sempre: i giovani parlano una lingua che non comprendi, gli adulti sono troppo impegnati a sentirsi giovani e i vecchi sono troppo vecchi. Il progresso azzanna ogni giorno quel che resta delle tue consapevolezze e a te resta solo il male alle ossa o la pressione troppo alta o troppo bassa. La gente che ti circonda è sempre la stessa, non ci sono persone nuove, vite nuove che incontri e che ti raccontano storie che ascolteresti per ore. E poi la delusione di non riuscire più a fare i piccoli gesti quotidiani, il lavoro che hai fatto da sempre.
Ma la cosa peggiore è dimenticare. Si comincia con qualche nome. Quel compagno di scuola alle medie. Quel barista che faceva la cioccolata calda più buona di tutta Firenze. Quel ragazzo che raccontava sempre la buffa storia di un bambino che trova un quadrifoglio. Poi prendi a dimenticare di più, sempre di più. Dimentichi tutto quello che alla tua mente da vecchio sembra superfluo ma che in realtà fa parte di te quanto il tuo nome.

Tutto sommato, però, spero che mi resti la pizza surgelata, l'udito e la musica, la vista e i libri. E il Nintendo Wii. E qualcuno che di tanto in tanto mi venga a raccontare cosa succede oltre la siepe; che se l'inventi, se necessario.

Non sono pazza, ve l'assicuro. Ci penso sempre. E sempre più spesso. Mi rendo conto che gli anni stanno passando anche per me, che è finita l'età dell'iopossofaretutto.
E poi, dai... non riesco più ad andare a ruota libera come prima... se faccio tardi un sabato sera, ci metto una settimana a riprendermi!!! Accuso i postumi per giorni!!!
E HO I CAPELLI BIANCHI!!!!!!!