martedì 20 marzo 2012

BENTORNATA PRIMAVERA ... MA IO NON MI FIDO !

Questo 2012 porta con sé parecchie stranezze.
È bisestile, ragion per cui il primo giorno di primavera non è più il 21 Marzo, ma oggi, 20 Marzo. Cosa che non condivido affatto e ci tengo a comunicarla al cosmo. 
Per questo non mi fido, non mi fido per niente di questa primavera fittizia, che arriva senza invito e senza sole, senza infamia e senza lode. 

Con questo pensiero introduttivo, mi vengono in mente tutti gli atteggiamenti, o meglio, le personalità di cui non mi fido. Notate bene, certi sono da evitare accuratamente.

Prima di tutto, non mi fido di chi parlando di libri interviene con "oddio, mi piace da morire Il Piccolo Principe". Non è una discriminazione infondata, potrei motivarla con almeno dieci argomentazioni. Mi limito a dirvi che chi si fregia si tale gloria, altro non è che un ipocrita. E preferisco di gran lunga chi ammette di non amare la lettura, piuttosto che uno che ha letto solo il Piccolo Principe e fa il filosofo (sempre che l'abbia letto davvero e non si sia limitato alla pagina degli aforismi tratti dal libro.... non lo saprò mai, l'essenziale è invisibile agli occhi ! ). 
Non mi fido di chi dice che l'età non conta. Ipocrita numero due ! L'età conta, e conta per natura! È normale che 20 non sia uguale a 40 ! Lo studentello non può avere niente da spartire con l'impiegato cinquantenne, per forza di cose. Vite diverse, orari diversi, interessi diversi, punti di vista diversi. Certe cose si possono condividere solo fino ad un certo punto. Quindi perchè continuare a nasconderci dietro certe idiozie ? boh !
Non mi fido di chi dice di saper ascoltare. Di solito non è vero, e il loro silenzio mentre tu parli è solo un modo di studiarti e riutilizzare tutto quello che hai detto contro di te. Nella versione 2.0 di so ascoltare , c'è chi non ha niente da dire. Non mi fido. 
Non mi fido dei solari, quei convintoni che alla richiesta di descriversi con una sola parola dicono solare ! Non mi fido propio, no no !
Non mi fido di quelli che io sono abituato a dire le cose in faccia. Allora, chiariamo una volta per tutte una cosa semplicissima: dire le cose in faccia non è una cosa che si fa così, random, come viene ! Io dico le cose in faccia ai miei amici, alle persone che mi interessano e che sono fondamentali nella mia vita. Ad un conoscente col quale non condivido altro se non quattro risate e un bicchiere di vino, non vado a dire pari pari pari quello che penso di lui. Anche perchè se mi sta talmente tanto sulle scatole non lo frequento nemmeno, no? E non è falsità, è buon senso. La mia opinione gli fregherebbe tanto e non quanto, non è stata richiesta, e visto il rapporto misero che ci lega non avrebbe nessuna utilità. Quindi, IO mi guardo bene dal dire le cose in faccia ! E applico un filtro tra il cervello e la bocca, perchè, contrariamente al comune pensiero, non si può dare fiato ai tromboni facendo uscire tutto quello che ci passa per la testa, chiaro ? Quindi, non mi fido !
Non mi fido di chi dice di non avere scheletri nell'armadio. Scommettiamo che te ne trovo uno entro mezz'ora? IPOCRITA ! 
Non mi fido di chi ti conosce da un'ora e dice cose del tipo lo dico nel tuo interesse. Ma mi faccia il piacere, mi faccia ! ! ! ! ! Come le commesse che cercano di convincerti a comprare un abito che ti sta malissimo .
Non mi fido dei tipi io sono buono e caro ma non fatemi arrabbiare o .... . Questi sono tra i peggiori. Perchè se è vero che non c'è cattivo più cattivo di un buono che diventa cattivo, è vero anche che  oggi tutti si riempiono la bocca di certi slogan. A detta loro sono tutti buoni e cari e poi non aspettano neanche che ti volti per piantarti un pugnale in mezzo alle scapole. Talvolta li trovate anche nella versone finti ingenui . Una persona pura e genuina si riconosce subito, non ha bisogno di farsi pubblicità. Pessimi.
E infine, non mi fido dei tipi  finto-intellettualoidi radical chic. Vivono sguazzando nel piacere dell'essere alternativi, secondo loro, e poi sono tutti fatti con lo stampino. Vestono tutti uguale e il finto sciatto, si sa, va di moda. Ascoltano musica di nicchia, si interessano di filosofia e nel migliore dei casi fanno pure gli attivisti (fanno, non sono !). Si circondano di persone plasmate a loro immagine e somiglianza, salvo poi scacciarle con una pedata quando si accorgono che potrebbero essere teste pensanti con opinioni e modi di vedere le cose diversi dai loro.

Insomma, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, ce lo insegnano le favole fin da piccoli. 

E voi . . . di chi non vi fidate ?

              






martedì 13 marzo 2012

"CIAO, SCUSA, L'ULTIMO LIBRO CHE HAI LETTO?"

Io cammino bel bella in centro a Firenze e puntualmente ci sono dei  poveri cristiani messi lì ad un incrocio di passeggio strategico che ti puntano da lontano. Uno scambio di sguardi e ti braccano con la fatidica domanda 'ciao, scusa, l'ultimo libro che hai letto?'
Il loro lavoro consiste nel convincerti a sottoscrivere un contratto che loro chiamano abbonamento, che ti fa recapitare a casa ogni mese almeno due libri. Con l'inganno ovviamente. Secondo quello che ti dicono in prima battuta, tu potresti anche non prendere un libro ogni mese e sceglierne uno ad un prezzo conveniente quando ti va. In realtà poi ogni mese ti vengono inviati due libri con un bel bollettino di pagamento.
Allora li eviti come appestati, rispondendo 'non so leggere' , e passando oltre senti i loro commenti carichi di astio. 

In realtà mi piace leggere, non saprei rinunciarci, così come non saprei rinunciare al piacere di girare tra gli scaffali di una libreria mentre l'odore di carta fresca mi entra nel naso e nello stomaco.

Tra le varie mode lanciate da Facebook, ho ceduto a 30 giorni di libri: stilare una lista di 30 libri, uno ogni giorno, secondo determinate caratteristiche.
Pubblico qui la mia lista, al contrario, partendo dal trentesimo giorno. 

Giorno 30: Un libro che ti ha commosso.
Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana.

Giorno 29: Un libro che devi ancora leggere.
Storie di ordinaria follia - Charles Bukowski

Giorno 28: Un libro che farai leggere ai tuoi figli.
Alice nel paese delle meraviglie - Lewis Carrol

Giorno 27: Un libro che vorresti aver scritto.
Novecento - Alessandro Baricco

Giorno 26: Un libro che conosci da sempre.
Il piccolo principe - Antoine de Saint-Exupéry

Giorno 25: Un libro che hai scoperto da poco.
Il bar sotto il mare - Stefano Benni

Giorno 24: Un libro che ti fa fuggire dal mondo.
Harry Potter e l'Ordine della Fenice - J.K. Rowling

Giorno 23: Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasta o delusa o colpita.
L'eleganza del riccio - Barbery Muriel (delusissima)

 Giorno 22: Un libro che hai letto da piccola.
Piccole donne crescono - Louisa May Alcott

Giorno 21: Un libro che ti ha consigliato una persona importante per te.
Venti poesie d'amore e una canzone disperata - Pablo Neruda
 
Giorno 20: Un libro dove hai trovato un personaggio che ti rappresentasse.
Mr Gwyn - Alessandro Baricco

Giorno 19: Un libro il cui film ti ha deluso.
I love shopping - Sophie Kinsella

Giorno 18: Il primo libro che hai letto.
Il fantasma di Canterville - Oscar Wilde (collana Piccoli Lettori)

Giorno 17: Il personaggio con cui ti vorresti scambiare di posto per un giorno.
Hermione Granger dalla saga Harry Potter di J.K. Rowling

Giorno 16: La tua copertina preferita.
Va' dove ti porta il cuore - Susanna Tamaro

Giorno 15: Apri il primo libro che ti capita tra le mani ad una pagina a caso ed inserici la prima frase che ti salta all'occhio.
Colpito, la vera storia di Tiberio Bentivoglio - Daniela Pellicanò
"Temo ancora per la mia incolumità e per la mia famiglia, perchè nella mia storia non sono coinvolti ladri di caramelle. E non sono folle quindi ho paura. Ma la paura non può bloccare, al contrario, è necessario fare una scelta, ed io l'ho fatta."

Giorno 14: Un libro che stai leggendo in questo periodo.
Il maestro e Margherita - Michail Bulgakov

Giorno 13: Un libro che in questo momento hai sulla scrivania.
Oltre il senso del luogo - Joshua Meywowitz

Giorno 12: Un libro che non ti stancherai mai di rileggere.
Oceano Mare - Alessandro Baricco

Giorno 11: Un libro che prima amavi e ora odi.
Nessuno

Giorno 10: Un libro del tuo autore preferito.
City - Alessandro Baricco

Giorno 9: Un libro che ti ha fatto crescere.
L'inventore dei sogni - Ian Mc Ewan

Giorno 8: Un libro che consiglieresti.
Addio alle armi - Ernest Hemingway

Giorno 7: Un libro che ti descrive.
Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse

Giorno 6: Il libro più corto che tu abbia mai letto.
Per una sorella molto speciale - Pam Brown (25 paginette)

Giorno 5:  Il libro più lungo che tu abbia mai letto.
Le cronache di Narnia - C.S. Lewis (1152 pagine, in ingleseee!!!)

Giorno 4: Il libro più brutto che tu abbia mai letto.
Chissà se stai dormendo - Josie Lloyd, Emlyn Rees

Giorno 3: Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto.
Hervè Joncour da Seta - Alessandro Baricco

Giorno 2: La tua citazione preferita.
"Un giorno Dio disegnò la bocca di Jun Rail. E' lì che gli venne quell'idea stramba del peccato."
Castelli di Rabbia - Alessandro Baricco

Giorno 1: Il tuo libro preferito.
Oceano Mare - Alessandro Baricco



 
  
 

giovedì 8 marzo 2012

FESTA . . . DELLE DONNE ???

Quando ho creato questo blog, mi sono ripromessa di evitare accuratamente la trattazione di argomenti seri ed importanti, a favore di certi più frivoli ed inutili. Non sempre ho mantenuto la promessa. 
E stanotte, non la mantengo.

A poche ore dalla mezzanotte, è già tutto uno scintillio di mimose: 8 Marzo!
"Quando si scrive delle donne, bisogna intingere la penna nell'arcobaleno." Oltre che editore della prima Enciclopedia, esponente di spicco dell'Illuminismo, Diderot era pure filosofo e pensatore, e ci ha lasciato questo aforisma che chiaramente fa riferimento alle mille sfumature che non bastano per descrivere e conoscere una donna.

Da donna, vorrei per un momento mettere da parte tutte le ipocrisie, i doverosi pensieri e le banalità trite e ritrite e cercare di raccontare senza mimose com'è essere donna ed avere 25 anni nel 2012.

Tipo... a volte ozio tutto il giorno. Altre volte, mi servirebbero giornate di 72 ore. 
Mi illudo di essere multitasking, ma mi limito a fare tante cose tutte insieme e tutte male.
Imparo in fretta, cerco di adattarmi alle situazioni e ho un discreto senso dell'orientamento.
Il sogno del vestito bianco e di una famiglia mia non mi appartiene, almeno per il momento.
Sogno viaggi, premi oscar e torte di mele. 
Sono convinta che i soldi non possano comprare la felicità, ma che possano comunque comprare tanti pensieri felici.

E il femminismo lo lascio alle femministe, quelle che hanno fatto la storia. Quelle che davvero avevano qualcosa da dire, qualcosa di sconvolgente, di martellante, di interessante. 
E il maschilismo lo lascio ai cretini, a quelli che credono che il modo migliore per ''gestire'' una donna sia assecondarla.

Dimostrato ormai che siamo in grado di fare tutto e di non avere niente di meno rispetto agli uomini, abbiamo altresì dimostrato che spesso non sono questi ultimi i nostri carnefici, ma noi stesse. 
Siamo vittime di noi stesse quando ci svendiamo, quando ci sottovalutiamo, quando vogliamo essere diverse a tutti i costi. 
Siamo vittime di noi stesse quando impotenti di sottrarci ad uomini troppo meschini, ci lasciamo calpestare.
Siamo vittime di noi stesse quando siamo insicure.
Siamo vittime di noi stesse quando ci lasciamo andare a giudizi troppo facili e leggeri.
Siamo vittime di noi stesse quando combattiamo il maschilismo.

Siamo vittime di noi stesse quando siamo carnefici delle altre.
Siamo vittime di noi stesse quando lasciamo che al mondo ci siano donne che giorno dopo giorno subiscono ogni genere di violenza, dalla prostituzione all'infibulazione, mentre noi sguazziamo nel desiderio di un paio di tacchi o di un bel gioiello. 

L'8 Marzo avrebbe molto più senso se questa mimosa ce la regalassimo tra di noi, invece di aspettarcela dagli uomini. 
L'8 Marzo sarebbe davvero la festa delle donne se ogni donna si riconoscesse effettivamente tale e fosse davvero libera di esprimersi.

L'8 Marzo ha ancora tanta strada da fare. 
E noi possiamo e dobbiamo farla !