sabato 30 giugno 2012

DI CHE COLORE SONO I MIEI SOGNI ? ORA LO SO ...

L'attesa prima di entrare, non ho neanche il tempo di viverla. L'ansia è smorzata da una sigaretta spenta a metà quando un ragazzo con una maglietta grigia esce fuori dal portone e chiede che i primi dieci comincino ad entrare. Nessuno si muove, vado per prima, schiacciando la mezza sigaretta sotto i sandali.
L'impulso di un momento si trasforma in esistenza fatta e mi ritrovo su una sedia. È scomoda, non riesco a scrivere come vorrei. Guardo gli altri: sembrano comodissimi e perfettamente a loro agio col momento che stanno vivendo. Non me ne curo, mi sono messa in fila insieme a loro. Mi sono aperta, ho messo a nudo le mie capacità, le mie insicurezze, i miei sogni. Li ho mescolati insieme ai loro, esasperandoli, spingendoli ad essere i migliori.
Ho un blog che fa 3000 visite al giorno, mi dice una tizia.
Una frase che mi risuona in testa per tutto il giorno.
Il mio blog non se lo incula nessuno, sticazzi ! Ma non ho paura del confronto, e allo stesso tempo, nessuna convinzione di poter ottenere un risultato considerevole.
È la curiosità a spingermi, la voglia di capire di cosa sono capace. Forse, è anche un pò voglia di riscatto.
Le sensazioni si rincorrono per tutto il giorno nella mia testa e nel mio stomaco. Faccio a pugni col mio essere introversa, e insieme faccio a pugni anche col mio sarcasmo. Parlo con gente alla quale probabilmente non rivolgerei nemmeno la parola in altre circostanze. Certi li prenderei a schiaffi, salvo poi mettere da parte la mia diffidenza per capire che sono tutti come me, lì per lo stesso motivo, lì con le stesse ambizioni e lotte interiori.
Mi spremo le meningi, assecondo l'inchiostro di una penna che sembra scrivere da sola. Cerco di dare un ordine alle idee che si affollano nelle vene.
Sono in un luogo che sa di vita, di quello che mi aspetto e voglio fermamente dalla mia vita. Per un momento mi sento dentro un film.

Posso dire con estrema sicurezza che sia stato il giorno più bello di tutta la mia intera vita, pur nell'incertezza di come sarebbe andato a finire.
La numerologia non l'ho mai considerata, eppure un numero due giorni dopo ha sconvolto la mia vita: 17.
Mi sono classificata al 17esimo posto. Quella graduatoria l'ho riguardata venti volte prima di riuscire a farmi una ragione del fatto che fossi stata giudicata migliore di altre cento persone dopo di me.
Ok, sono dentro.
E adesso?
Sono felice.
Sono triste.
Sono soddisfatta.
Sono arrabbiata.
Io non so quello che succederà. Non so se pentirmi di una scelta fatta sulla scia della più stupida follia.
Adesso però so di che colore sono i miei sogni.
Sono arancioni.

venerdì 8 giugno 2012

GRAZIE.

Se c'è una cosa che ho imparato in parecchi anni di studio pedissequo della lingua inglese, è che è sintetica: quello che noi diremmo con un giro di parole, gli anglofoni lo dicono con poche parole, spesso espressioni idiomatiche. Poche semplici parole in grado di esprimere perfettamente quello che si vuol dire. E per questo mi capita spesso di usarle queste espressioni idiomatiche, correndo il rischio di beccarmi dell'inglesista. (che poi, non ho mai capito se sia un insulto o no, mah ! )

Ce n'è una, in particolare, che mi piace tantissimo ed è precisa precisa precisa rispetto a quello che voglio raccontare in questo post.
It made my day
Letteralmente vuol dire ha fatto la mia giornata.
Si usa per parlare di qualcosa o, all'occorrenza, qualcuno che ci ha illuminato la giornata, che l'ha resa degna di essere vissuta. Un avvenimento, insomma, che è stato il più bello del giorno, una piccola perla che si va incastonare tra le ventiquattro ore.

Un risveglio col sole e senza fretta, it made my day.
Una risata inaspettata, it made my day.
Il regalo di un dolce fatto in casa apposta per me, it made my day.
La sorpresa di una telefonata, o un messaggio, it made my day.
Una passeggiata con mia sorella, it made my day.
Un tramonto rosso rosso, it made my day.
Il profumo del basilico, it made my day.
Trovarmi cinque euro nelle tasche dei jeans, it made my day.

Sono tante le piccole cose che possono farmi la giornata.

Anche ieri c'è stato qualcosa che ha fatto la mia giornata.
Il sole del pomeriggio s'era messo di traverso, che i raggi caldi mi tagliavano le guance. Un incrocio per strada, mia sorella al posto di guida, io accanto a lei, il mare a sfavillare poco più lontano. Una macchina di fronte a noi, ci incrocia. Dentro quella macchina, un sorriso. Poi la mia confusione, la mia incredulità. 
Il sorriso dentro quella macchina, m'è arrivato fin dentro le viscere. Mi ha fatto provare immensa gioia e sterminata gratitudine nei confronti della vita. 
Quel sorriso, proprio quello, in quel momento, dentro quella bocca, ha fatto la mia giornata. 

Perciò, dedico questo post a quel sorriso e mi sento di ringraziare questa persona, che forse non leggerà mai questo post, ma che se lo dovesse leggere, sicuramente saprà riconoscersi immediatamente. 
Ti auguro il bene più grande del mondo e in bocca al lupo per tutto.

Grazie, hai fatto la mia giornata !