mercoledì 5 febbraio 2014

SCOPERTA NUOVA SPECIE : IL GIORNALISTA/SCRITTORE/MINCHIONE .

Questo post lo covo da un mesetto . Un po' perché volevo lasciare sbollire l'incazzatura del momento e un po' perché onestamente c'ho avuto di meglio da fare (per fortuna) che fossilizzarmi sulle polemiche inutili e becere di un minchione . 
Sì , avete letto bene : MIN-CHIO-NE !
Ora , non facciamo che Mera è polemica , che Mera è fumantina e che Mera è esagerata . 
A onor del vero io vi mostro le prove . Perché , ebbene sì , miei cari , a sto mondo c'è gente che non c'ha veramente un cazzo da fare e la prima cosa che pensa appena apre gli occhi al mattino è e oggi a chi vado a scassare la minchia ?
Ma andiamo con ordine . 
Ci tengo a precisare fin da subito che IO sono una gran signora e ho fatto in modo che il nome del nostro eroe non sia leggibile . Ma resta sempre il fatto che posso sputtanarlo quando mi pare .
Insomma , il fatto è questo . 
Io non uso twitter , se non sporadicamente . 
Una sera , mentre controllavo svogliatamente la lista dei miei pochi follower ne trovo uno nuovo . Clicco sul suo profilo e scopro che è un giornalista , scrittore , si occupa di politica per una testata abbastanza importante . Mi sento anche un'ignorante a non averlo mai sentito nominare . Minchia , mi dico , Mera c'hai un follower di tutto rispetto , uno così ne vale dieci . Ahimè , che ingenua . In ogni caso , ricambio il follow e dopo solo qualche minuto ecco il primo messaggio . 
Da questo punto in poi io vi mostrerò la conversazione per come è andata , così potrete farvi una vostra idea .
Ribadisco e ci tengo a precisare che la seguente conversazione non è avvenuta con un bimbominkia , ma con un giornalista/scrittore per una testata molto nota . 

 








A questo punto io faccio fatica ad esprimere il mio pensiero , visto che il soggetto con cui ho a che fare è un cafone , arrogante e presuntuoso che non mi fa nemmeno parlare . Ma non finisce qui . Appena provo a scrivergli che in realtà è stato lui a contattare me e non il contrario , succede che questo grandissimo minchione mi ha bloccata e quindi il mio messaggio non viene inviato . L'unica cosa che mi resta da fare per chiudere la faccenda è un tweet pubblico in cui lo cito , ma sempre da grandissima signora quale sono .





Ora .
Parliamone . 
E parliamone con ordine e criterio . 
Per prima cosa , se mi contatti per pubblicizzarmi/vendermi qualcosa mi stai già sul cazzo . Ok ?
Seconda cosa , se tu mi scrivi , anzi , diciamola tutta , se tu ti presenti ma usando il tutto come scusa elegante per linkarmi il tuo lavoro , di qualsiasi tipo di lavoro si tratti , tu allora sei una persona meschina e subdola che mi vorrebbe prendere per il culo mettendo in dubbio la mia intelligenza . E questo , perdonatemi , non lo consento a nessuno . 
Terzo . Se tu mi scrivi e quindi invadi , letteralmente , la mia persona (per quanto virtuale e per quanto messa lì bel bella consenziente alla bolgia cibernetica) , potresti cortesemente contemplare l'idea che la cosa mi possa un po' dare fastidio quanto meno ? No ? Non potresti attivare il cervello (dai , su , non è così difficile , se ti eserciti poi ti va in automatico dopo un po') e ragionare sul fatto che se mi mostri il tuo lavoro io posso non condividerlo e muoverti qualche critica negativa , e che se quindi tu non sei capace di gestire la cosa ti converrebbe startene al tuo posto ? No , hai ragione , troppo difficile e articolato un tale volo pindarico per uno che dice che twitter lo usano tutti . Sarebbe davvero chiederti troppo . Troppo olio per un cavolo . 
Ma la cosa che più mi fa incazzare è che ti presenti come giornalista e scrittore , pubblichi libri , articoli , prendi parte a incontri e conferenze , sei un martire di questo sistema e sei impegnato in una crociata condotta a suon di inchieste scomode e  . . .. . mi viene spontaneo pensare MA MINCHIA!!! SE SEI STO GRAN POPO' DI CRISTIANO , MA HAI DAVVERO BISOGNO DI FARTI PUBBLICITÁ SU TWITTER E VENIRE A ROMPERMI LE PALLE A ME????
I veri professionisti non ne hanno bisogno , non sono mai autoreferenziali e soprattutto non ti chiudono le conversazioni in maniera cafona, perché i veri professionisti , quelli che ci mettono la faccia nelle inchieste scomode e che non le portano avanti solo per la gloria e la fama (come a te piacerebbe , ma caro mio ancora ne devi mangiare pane!!!) , quelli che prendono seriamente il loro mestiere, caro il mio cafone , non si sognerebbero mai nemmeno di iniziarla una conversazione così con una sconosciuta qualsiasi su twitter . Un vero professionista , non ha bisogno di farsi pubblicità come tutti quegli scassaminchia che si autopubblicano il loro libro di poesie merdose e te lo spacciano per alta letteratura venuta dal cuore spammandoti a ripetizione il link per l'acquisto .
E l'educazione ? Vogliamo parlarne ? No , anche in questo caso sarebbe chiederti troppo .
Un'ultima cosa ancora : sei tanto capace e convinto che non reggi neanche una conversazione e hai bisogno di bloccarmi ? Questo è l'uomo , il professionista che sei ? 
L'unico rammarico è che scrivi per un giornale di tutto rispetto , e mi sfugge il motivo . 
 





giovedì 2 gennaio 2014

IL RITO DELLE ZEPPOLE .

Per fare le zeppole servono farina , lievito , acqua e un pizzico di sale . 
Bisogna ritagliarsi un momento . Non puoi preparare le zeppole come fai col resto del pranzo di capodanno . Puoi girare il sugo dei calamari mentre controlli la cottura della pasta , ma non puoi badare alle zeppole mentre cucini qualcos'altro . 
E allora , dicevamo , devi ritagliarti un momento .
Magari mentre il resto della famiglia si litiga il bagno per la prima doccia dell'anno . 
Magari mentre ancora stanno dormendo , reduci dalla prima festa dell'anno . 
Magari mentre la cucina è ancora pulita e silenziosa . 
Ti serve un grande recipiente di terracotta . Deve poterci stare tutto l'impasto . 
Versi la farina , poco meno di un chilo . 
Aspetti un attimo . Stai ferma e la guardi .
È di un bianco che non sai dire altrimenti , è un bianco che solo la farina sa essere bianca a quel modo .  
Ci affondi le dita . Anche il tatto è unico . Non è sabbia ma è in granelli ed è fresca ma non è borotalco . 
La rimescoli un po' , ti sporchi le mani . 
Sciogli il lievito nell'acqua tiepida , la guardi intorbidirsi .
La versi sulla farina , ti bagni le mani .
Il silenzio intorno non lo senti già più e tutto il resto del menù non conta niente , devi concentrarti sulle zeppole . 
E allora cominci a impastare , a mescolare acqua e farina . 
Ti fermi , aggiungi il sale , annusi . 
L'odore del lievito ti entra nel naso , sale fino agli occhi , le orecchie , poi torna sulle mani e unisce tutto , amalgama ogni più fine granello di semola alla massa umida di lievito e acqua . 
Ti accorgi che non c'è più farina , acqua , lievito , c'è l'impasto e non puoi più separare gli ingredienti .
Riprendi a impastare , continui ad aggiungere l'acqua e l'impasto diventa colloso , ti si appiccica alle dita . È così che deve essere , non solido , non liquido .
Ora devi metterci la forza . Per attivare il lievito tuffi una sola mano dentro l'impasto e dai uno schiaffo , poi un altro e un altro ancora . 
Continui finché non senti caldo e l'impasto è uniforme.
Hai le dita sporche e la farina sulla felpa .
Copri tutto con una coperta di lana . 
Adesso puoi dedicarti ai calamari e ai broccoli , al baccalà e alle cozze . 
E intanto pensi alle sarde , allo zucchero .
Perchè quando saranno passate un paio d'ore e l'impasto si sarà riempito di bolle , è ora di friggere . 
Allora prenderai un tegame alto , lo riempirai di olio e lo metterai sul fuoco . 
Ti terrai vicino un pentolino con l'acqua e un cucchiaio . 
Quando l'olio sarà caldo passerai il cucchiaio nell'acqua e poi lo userai per tirare su una pallina d'impasto che lascerai cadere nell'olio caldo . 
Sfrigolando la pastella si gonfierà , prenderà forma e si colorerà . 
Pochi minuti e la tirerai fuori , ad asciugare sulla carta assorbente . 
E la prima è andata .
La assaggerai . Sarà croccante fuori , sentirai il rumore mentre l'addenti , dentro è soffice . 
E allora potrai cominciare a friggere tutto il resto dell'impasto , una zeppola dopo l'altra . 
La prima metà le lascerai vuote e le passerai nello zucchero una volta cotte . I bambini le mangeranno guardando i cartoni dopo pranzo .
La seconda metà sarà con le sarde nell'impasto , e saranno mangiate calde , appena fritte , dai grandi che non hanno mai rinunciato nemmeno a quelle con lo zucchero . 
Sarai stanca e sporca di farina e olio di frittura .
Ci sarà sempre qualcuno che dirà che l'anno scorso t'erano venute meglio , ma anche questo fa parte della tradizione .  
Le zeppole sono un rito .