venerdì 11 marzo 2011

MI ASCOLTO DORMIRE.

Quei giorni che ti svegli con l'anima in disordine, coi confini mescolati e i contorni sbavati.
Quei giorni che ti guardi e non ti vedi, con gli specchi nelle orecchie.
Quei giorni che ti lasci vivere, che, tanto, così deve essere.
Quei giorni che sono notti, mari burrascosi.
Quei giorni che fiori di sabbia ti soffiano dentro e venti gelidi ti spengono fuori.
Quei giorni che i "quando" sembrano lontani.
Quei giorni che le cascate di pensieri si fermano come acque calme.
Quei giorni di scene già viste e quei giorni di scene già perse.
Quei giorni d'acqua e di muri.
Quei giorni di silenzio e vapori.
Quei giorni stanchi e sornioni.
Quei giorni pigri e avidi.
Quei giorni barbari e persi.
Poi solo un'ora.
Un veniale attimo di vanto, vanesio gioco di furie e ritirate.
Poi, più niente.
Quei giorni forse non così inutili, quei giorni forse non così andati, quei giorni forse miei.
Quei giorni, ad un certo punto, ripiegano sconfitti, trascinati via dal soffice suono di schiene che accarezzano le lenzuola.




1 commento:

  1. Molto bella, leggevo cercando di non immedesimarmi. Vogliamo solo giorni yè yè. No? Un bacio, Mariateresa

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