venerdì 3 giugno 2011

NON LO SO IL TITOLO, E' UN POST E BASTA!

Si, mi sono assentata! Non rimproveratemi troppo!
Tanto lo sapete che torno!

Questo pomeriggio mi è successa una cosa curiosa.
Ero in camera a studiare. La finestra aperta. Il pomeriggio era fresco e l'aria silenziosa. Di tanto in tanto il fruscio delle tende o i rumori provenienti dalla casa accanto mi facevano sollavare gli occhi.
Un pomeriggio come tanti. La mia attenzione viene catturata da un dialogo tra una coppia di vicini, due anziani.
Lui: Ma.....che si mangia stasera???
Lei: Ehhh....ho preso le pizze surgelate al supermercato, adesso le inforno!
Lui, ridendo: Aahahahhahaha, abbiamo 160 anni in due e mangiamo le pizze surgelate come i ragazzini!!!

Allora mi è venuto in mente un aforisma letto un pò di tempo fa: il peggio quando si invecchia è che si resta giovani (Jean Cocteau).
E ho capito che non ho paura di invecchiare. Ho paura di arrivare al punto in cui sarò costretta ad illudermi di sentirmi giovane.
Eppure, arriverà anche per me, per tutti.
Mi domando come sarà guardarmi ogni mattina nello specchio e rendermi conto che si è impotenti di fronte alla lenta ma irreversibile sconfitta dell'età; come sarà stare a guardare il tempo che scava dei solchi sulla mia pelle o sentire il fiato che si accorcia?
E poi, ci sono i sogni, le ambizioni, i progetti. Come sarà quando saranno più grandi di me? Come sarà mettere da parte l'idea di un viaggio, consapevole di essere troppo vecchia per intraprenderlo, abituarmi all'idea di guardare quel posto solo in cartolina? Oggi mi dico che prima o poi visiterò Dublino. Forse, tra 50 anni mi dovrò rassegnare all'idea di non averla visitata.
Nella mia fantasia, invecchiare potrebbe essere come sentirsi fuori luogo sempre: i giovani parlano una lingua che non comprendi, gli adulti sono troppo impegnati a sentirsi giovani e i vecchi sono troppo vecchi. Il progresso azzanna ogni giorno quel che resta delle tue consapevolezze e a te resta solo il male alle ossa o la pressione troppo alta o troppo bassa. La gente che ti circonda è sempre la stessa, non ci sono persone nuove, vite nuove che incontri e che ti raccontano storie che ascolteresti per ore. E poi la delusione di non riuscire più a fare i piccoli gesti quotidiani, il lavoro che hai fatto da sempre.
Ma la cosa peggiore è dimenticare. Si comincia con qualche nome. Quel compagno di scuola alle medie. Quel barista che faceva la cioccolata calda più buona di tutta Firenze. Quel ragazzo che raccontava sempre la buffa storia di un bambino che trova un quadrifoglio. Poi prendi a dimenticare di più, sempre di più. Dimentichi tutto quello che alla tua mente da vecchio sembra superfluo ma che in realtà fa parte di te quanto il tuo nome.

Tutto sommato, però, spero che mi resti la pizza surgelata, l'udito e la musica, la vista e i libri. E il Nintendo Wii. E qualcuno che di tanto in tanto mi venga a raccontare cosa succede oltre la siepe; che se l'inventi, se necessario.

Non sono pazza, ve l'assicuro. Ci penso sempre. E sempre più spesso. Mi rendo conto che gli anni stanno passando anche per me, che è finita l'età dell'iopossofaretutto.
E poi, dai... non riesco più ad andare a ruota libera come prima... se faccio tardi un sabato sera, ci metto una settimana a riprendermi!!! Accuso i postumi per giorni!!!
E HO I CAPELLI BIANCHI!!!!!!!

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