La domenica pomeriggio fiorentina cede il passo alla domenica sera.
Io attraverso Piazza della Repubblica. La giostra illuminata in movimento. I mendicanti sotto i portici. Il Paszkowski irradia luce soffusa, opulenza e pianobar.
Imbacuccata per evitare di far troppa comunella coi pinguini, mi pianto al capolinea del 22.
Praticamente inutile dire che ho perso l'autobus per un pelo e che quindi ho un buon quarto d'ora (leggi "20 minuti") prima del prossimo.
Uffa. E ora che faccio? Non ho nemmeno l'mp3.
Accendo una sigaretta.
Mi guardo intorno con fare annoiato ma non troppo infastidito.
Disegno cerchi immaginari con la punta del mio piede destro.
Canticchio, ma poi cominciano a guardarmi come un'appestata, quindi smetto.
Provo a fare gli anellini di fumo, ma non ci riesco mai.
Essendo una molto ritardataria a volte dimentico proprio quanto sia indisponente stare ad aspettare. Senza fare niente, per giunta!
Continuo a fumare la mia sigaretta. Mi guardo le unghie. Tolgo i pelucchi dalla sciarpa. Guardo le altre persone alla fermata.
Ecco, a questo punto, la visione!
Un giapponese, con al collo un marchingegno non meglio identificato che sembra l'avanzo di uno space-shuttle, collegato a due aurocolari che sparano musica nelle sue orecchie.
Ma non è questa la cosa che ha catturato la mia curiosità e la mia.... ammirazione, diciamo!
Questo ragazzo, non avrà avuto più di 20 anni, mi ha praticamente fatta sentire la persona più stupida e inadeguata del pianeta.
Cioè, io, da povera comune mortale, fumavo una sigaretta per ingannare il tempo. Che plebea!
Lui, invece, faceva il cubo di Rubik!
E non come le persone normali , che si arrovellano per giorni e giorni, talvolta anni, senza nemmeno riuscirci certe volte!
NO!
Questo lo risolveva, lo disfaceva, lo risolveva, lo disfaceva alla velocità della luce e ripetutamente!!!
Cioè, provate solo ad immaginarvi la scena.
Io lì, statua di marmo con l'espressione incredula e la mia sigarettina tra le dita, immobili, tanto che la cenere non cadeva più consumando il tabacco.
E questo, come se la cosa fosse la più normale del mondo, a fare e disfare il cubo di Rubik, sbattendomi in faccia la mia inettitudine.
Io in vita mia il cubo di Rubik l'avrò toccato al massimo due volte, di cui sicuramente almeno una per sbaglio.
Lo dico io che i giapponesi, zitti zitti, oltre al sushi ed hello kitty, esportano silenziosi bambini indaco che ci ridurranno in schiavitù e governeranno non il mondo, ma l'universo intero!
Io nel frattempo, fumo!
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